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Il dibattito finale: Trump efficace nel ruolo dell’outsider, Biden affonda il colpo su Covid e Obamacare

La Republica News
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Dibattito finale Trump-Biden: è scontro su tutti i fronti, dal Covid al clima. Ma stavolta il presidente sceglie la linea morbida

NEW YORK – Le nuove regole del gioco, contro le interruzioni e le aggressioni, hanno finito per giovare a Donald Trump. Disciplinato suo malgrado, il presidente ha evitato la figuraccia del primo dibattito che gli era costata qualche punto nei sondaggi.Si è riscoperto capace di una campagna stile 2016: l’outsider contro il politico di mestiere. La linea di attacco più efficace contro Joe Biden è stata questa: perché non hai fatto le cose che hai promesso, negli 8 anni in cui eri vicepresidente, o durante i 47 anni della tua carriera politica? E’ un attacco semplicistico, e il ruolo dell’outsider sta stretto a chi occupa la Casa Bianca, ma probabilmente è una tattica più efficace delle accuse personali sulla “corruzione” del candidato democratico o di suo figlio.
Sanità, immigrazione, razzismo: su questi terreni Trump ha rinfacciato a Biden le riforme non realizzate, o deludenti, dei periodi in cui governavano i democratici e Joe era vicepresidente o un senatore della maggioranza. E’ uno dei punti deboli di un politico che calca il palcoscenico di Washington da quand’era trentenne. Su due di questi punti – razzismo e immigrazione – Trump spera di rosicchiare qualche consenso tra i neri moderati (quella middle class che diffida di Black Lives Matter) o tra gli ispanici di successo, anche loro spaventati dal prevalere di frange estreme come i “no border” di Alexandria Ocasio-Cortez.Anche un’erosione di minuscole frazioni nei consensi delle comunità afroamericane ed ispaniche verso il partito democratico, può avere conseguenze.Rep

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E’ stata una serata meno indecorosa della prima ed anche più equilibrata. Si è potuto sentire un confronto sugli argomenti e sulle proposte. Trump è chiaro sulla priorità di questa fase: per lui è riaprire l’economia e rilanciare la crescita, più che combattere la pandemia. Sul cambiamento climatico lui è convinto che penalizzare le energie fossili ha un costo insopportabile in termini di occupazione. Ha descritto i piani dell’avversario come troppo costosi, socialisti, inevitabilmente forieri di stangate fiscali sulla maggioranza dei contribuenti. In politica estera si è vantato di aver evitato nuove guerre, di aver incassato una tregua negli esperimenti nucleari della Corea del Nord, di aver favorito il disgelo tra Israele e una parte del mondo arabo.Biden è stato efficace nella requisitoria contro gli errori commessi da questo presidente sul coronavirus: i messaggi contraddittori, la tendenza a minimizzare, la sfiducia verso i suoi stessi consiglieri scientifici (il dottor Anthony Fauci ha avuto diritto a un’altra bordata di accuse presidenziali). E’ meno chiaro quale sia il suo piano alternativo. E’ stato vincente nella difesa di Obamacare, quella riforma sanitaria che i repubblicani ancora sperano di smantellare grazie alla Corte suprema: la più grave delle conseguenze sarebbe di restituire alle compagnie assicurative la libertà di scegliersi i clienti, escludendo con ogni probabilità gli ammalati di Covid. Sulla Cina e la Russia, Biden ha promesso di tornare a lavorare d’intesa con gli alleati: una buona notizia per gli europei.L’ex vicepresidente di Barack Obama è riuscito a presentarsi come il presidente di tutti gli americani; colui che capisce le sofferenze di chi ha perso il posto di lavoro o un familiare ucciso dalla malattia. Ha rinfacciato a Trump l’incapacità di varare una nuova manovra di aiuti statali per famiglie e imprese in difficoltà. Si è dovuto destreggiare con qualche equilibrismo fra le proposte della sua ala più radicale – come il divieto totale di estrarre gas e petrolio attraverso il fracking – e la necessità di non perdere voti negli Stati energetici come la Pennsylvania.Rep

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Biden non era nella sua serata più felice in quanto a forma fisica, ha avuto momenti di incertezza, si è ingarbugliato più di una volta. Trump è stato aiutato – involontariamente – proprio da un formato a lui ostile e da una moderatrice severa: gli hanno fatto un favore impedendogli di debordare nella gazzarra. I democratici canteranno vittoria comunque, non foss’altro che per un dato: quasi 50 milioni di elettori hanno già votato prima di vedere il duello in tv, ed è difficile che in quelle schede già spedite o consegnate in anticipo ci sia una maggioranza per Trump.


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