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Il fallimento da 44 milioni di dollari della piattaforma Usa per i vaccini

La Republica News
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Non ci sono dubbi: questo è l’anno dei vaccini. Se funzionano, se si riescono a vaccinare più persone possibile prima possibile, sarà un anno memorabile, uno di quelli che ci ricorderemo per sempre, perché avremo ricominciato ad uscire, ad abbracciarci, a viaggiare (con cautela, ok, le ho lette anche io le avvertenze dei virologi, ma insomma, sarà un altro vivere). Se non ci riusciremo… meglio non pensarci. Per questo le campagne di vaccinazione sono l’unica vera cosa che va monitorata passo dopo passo, per capire se è stata progettata bene, se ci sono intoppi, e per intervenire subito nel caso.

Ieri in Italia Poste ha presentato la piattaforma nazionale per le prenotazioni, mentre Lazio e Campania sono partiti con gli ultraottantenni: e mentre in Campania è andato tutto liscio, nel Lazio la piattaforma web ha avuto diversi problemi (che però non hanno impedito ad oltre 40 mila ultraottantenni di registrarsi). Le reazioni sono state furibonde anche perché in Italia veniamo da una lunga serie di fallimenti quando si parla di digitale e pubblica amministrazione (con alcune importanti, recenti eccezioni). Il fatto è che questa peculiarità non è solo italiana: globalmente quando si progetta una piattaforma digitale di servizi pubblici, ci sono problemi, a volte disastri.

E’ passato alla storia il fallimento della piattaforma con cui il presidente Obama puntava ad allargare il servizio sanitario a tutti i cittadini statunitensi. E adesso la stessa cosa si è ripetuta: il governo americano, anzi il CDC del professor Fauci, ha affidato ad una multinazionale famosa, Deloitte, il compito di progettare una piattaforma nazionale per la gestione delle vaccinazioni: ci ha messo sopra una cifra immensa, 44 milioni di dollari.

E la piattaforma non funziona. Al punto che molti stati hanno deciso di far da soli, sviluppando una propria piattaforma per gestire prenotazioni e somministrazioni. Sembra di leggere cronache nostrane, e invece si tratta degli Stati Uniti, il paese di Google ed Amazon, di Apple e Microsoft. Ma quando si tratta di portare l’innovazione nel settore pubblico, tutto questo non basta: i governi, di ogni paese, faticano a trasformare l’innovazione in servizi per i cittadini. Capire perché e trovare la soluzione è una delle sfide più importanti che abbiamo davanti. 



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