Il long Covid dei passaporti, i viaggi di nozze saltati e le risposte fotocopia di Piantedosi

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“Il 31 gennaio 2024 – dopo circa un mese che ci provavo – sono riuscito a prenotare l’appuntamento, che è fissato (aprire bene le orecchie) al 30 gennaio 2025”. Monza

“Ho dovuto annullare il viaggio di nozze in Thailandia per le lungaggini dell’emissione del passaporto e ci ho perso anche i soldi”. Varese, 30 gennaio 2024

È il long Covid dei passaporti. Un’emergenza che in Italia si trascina da due anni. Con tempi di attesa di mesi – a volte sei, otto – scoraggia le vacanze fuori dai confini dell’Europa, allontana affanna chi deve viaggiare per lavoro.

“Lo straordinario impegno che noi – questo governo – abbiamo messo in campo con le questure è comprovato dal rilascio, nel 2023, di 2.750.000 passaporti, ossia un milione in più rispetto a tutti gli anni del periodo pre-pandemico (ogni anno)”, si gloriava il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi nell’Aula della Camera il 31 gennaio. “Dovrei andare in Australia in agosto. Ho fatto richiesta un mese fa e la prima data disponibile è a ottobre”, si doleva quello stesso giorno un cittadino della provincia di Varese in un form online creato dal deputato di Azione Fabrizio Benzoni per raccogliere segnalazioni.

Numeri contro testimonianze. Inconvenienti, problematiche, nel gergo del ministro. Odissee, incubi, nell’esperienza delle persone. Che dello “straordinario impegno” del governo non sembrano godere i frutti.

Il Covid, la Brexit, le carte d’identità

Quali siano le cause dell’emergenza, Piantedosi l’ha detto in due passaggi ‘fotocopia’ delle risposte date in Aula alla Camera, a fine gennaio 2023 e fine gennaio 2024. “La fine delle restrizioni Covid, la Brexit e la difficoltà, soprattutto nei comuni più popolosi, di conseguire in tempi rapidi la carta d’identità, con la conseguenza che il passaporto viene richiesto non solo ai fini dell’espatrio, ma anche per disporre di un documento di identità”.

Cos’ha fatto intanto il ministero? Ha chiesto alle questure di indire degli open day e aumentare i tempi di apertura al pubblico degli sportelli. Nell’autunno scorso è stato avviato anche il progetto Polis, che dovrebbe permettere in settemila comuni con meno di quindicimila abitanti di chiedere il passaporto alla posta. Dovrebbe, in futuro: ad ora “è in fase di avvio una sperimentazione in due comuni della provincia di Bologna”.

Eppure, il problema passaporti continua a tormentare Piantedosi da quand’è al governo. Adesso può vantare l’aumento da 1.816.000 documenti rilasciati nel 2022 ai 2.750.000 del 2023. Ma, obietta Benzoni, deputato bresciano e tenace interrogante del ministro, “Piantedosi non dice quante sono state le domande, né quali sono i tempi di risposta e quindi quante persone sono ancora in attesa. Il problema esiste da prima che lui andasse al governo, ma non mi pare che stia facendo molto per risolverlo”.

Tempi record e viaggi saltati

Benzoni ha deciso di aprire un form online per raccogliere dai cittadini segnalazioni delle difficoltà che ogni giorno incontrano. E ha ricevuto decine di messaggi, che archivia insieme alle lettere che ogni giorno legge sui giornali, di sfogo e denuncia. “C’è l’imprenditore che non riesce a mandare un operaio specializzato a riparare un macchinario in Cina e per il malfunzionamento deve pagare ogni giorno una penale. Ci sono persone che tutte le mattine alle 8 cercano di prenotare in questura e non fanno a tempo, vedono esaurire i posti in pochi secondi. E ci sono – elenca – i genitori che possono prenotare online un solo figlio per volta e per il secondo o il terzo devono rimettersi in coda, perdendo giorni di lavoro e di scuola”.

Altroconsumo a fine novembre, dopo un’inchiesta in diciassette città, denunciava dieci mesi di attesa a Venezia, quasi otto a Bolzano, sette a Cagliari solo per avere l’appuntamento in questura, e l’impossibilità di prenotare in diverse città, da Genova a Potenza. Non ovunque va male, a Roma ad esempio l’associazione dei consumatori non segnalava particolari ritardi. Ma nella gran parte delle città “non è cambiato nulla rispetto a un anno fa – concludeva l’inchiesta – anzi la situazione è peggiorata”.

Non è così per il ministro, testimone di “straordinario impegno” governativo. I cittadini in attesa, però, non ringraziano.

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