Il M5S e la telefonata di Toti a Castellucci Si dimetta

Il M5S e la telefonata di Toti a Castellucci: “Si dimetta”

La Republica News
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I portavoce liguri del MoVimento 5 Stelle chiedono le dimissioni del presidente della Regione Liguria Giovanni Toti dopo avere “letto con sgomento la trascrizione, riportata da alcuni giornali, del colloquio tra il Governatore Toti e l’allora amministratore delegato di Autostrade per l’Italia spa, avvenuto tre mesi dopo il crollo del ponte Morandi, nel pieno dello svolgimento del procedimento amministrativo per la revoca della concessione autostradale”.”Se quanto si legge fosse confermato Toti si sarebbe offerto di fare da tramite con gli allora esponenti leghisti del governo per influenzare il procedimento amministrativo in corso, finalizzato all’accertamento del grave inadempimento della concessionaria a seguito del crollo del ponte Morandi – dicono i portavoce del M5S -. Tale interferenza sarebbe stata finalizzata al pagamento di alcune centinaia di milioni a favore della Banca Carige, ovvero favorendo un soggetto in una vicenda che nulla aveva a che vedere con l’accertamento delle responsabilità amministrative e civili di Aspi nei confronti dello stato e dei cittadini italiani”.Secondo il M5S “il comportamento del Governatore Toti, quand’anche non dovesse risultare di rilevanza penale, denota a nostro parere una disinvoltura ed una immoralità (peraltro già evidenziatasi in alcune recenti affermazioni relative agli “anziani quali soggetti non necessari agli sforzi produttivi del paese”) incompatibili con la carica che ricopre. Per tale motivo, i portavoce liguri di tutti i livelli locali e nazionali chiedono le immediate dimissioni del Dott. Giovanni Toti”.Intanto, tre consiglieri di amministrazione Carige affermano che a fine ottobre 2018 il cda della banca ligure, allora quotata in Borsa, non era informato che ci fosse la necessità di un aumento di capitale da 400 milioni. E’ quanto hanno dichiarato all’ANSA chiedendo di restare anonimi, dopo la pubblicazione delle intercettazioni nell’ordinanza cautelare relativa a Giovanni Castellucci in cui l’ex Ad di Aspi e Atlantia parla con il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti delle interlocuzioni avviate con l’allora presidente Carige Pietro Modiano per una operazione appunto da 400 milioni. Le conversazioni tra Toti e Castellucci riportate dall’ordinanza sono del 30 ottobre, quelle tra Modiano e lo stesso Castellucci sono del 31 ottobre. L’aumento di capitale da 400 milioni necessario per le ingenti svalutazioni venne deciso nel cda dell’11 novembre e annunciato al mercato il 12 novembre 2018. Un subordinato da 320 milioni fu in seguito  sottoscritto dal Fondo interbancario portando una ricapitalizzazione al voto dell’assemblea a fine dicembre, senza l’appoggio del primo azionista Malacalza Investimenti allora oltre il 27% del capitale. Carige è stata poi commissariata dalla Bce a inizio 2019 e ricapitalizzata dal Fitd e da Ccb a fine 2019 per uscire il 31 gennaio 2020 dall’amministrazione straordinaria. Modiano non ha voluto rilasciare dichiarazioni.”Quelle cose lì non sono mai state portate né in consiglio né in comitato rischi della banca. Naturalmente si sapeva che fosse in grande difficoltà, tant’è che la banca fu commissariata dopo pochi mesi – afferma un consigliere -. Naturalmente quello che è uscito sui giornali è abbastanza sconcertante. La discussione in consiglio funzionava molto male, era molto debole, sempre al limite dell’emergenza. E il presidente non ci ha tenuto molto informati”. “Noi non sapevamo neanche il buco che c’era – ricorda un altro consigliere -. Modiano lo sapeva perfettamente, ma noi lo abbiamo saputo solo ai primi di novembre nei lavori di preparazione al consiglio dell’11”. “Mai abbiamo avuto contezza come consiglio di amministrazione che ci fosse una operazione di questo tipo a fine ottobre – afferma un terzo consigliere -.Pensare che un presidente di una banca anche con un azionariato tanto diffuso si metta a mercanteggiare come il padrone del vapore per chiedere quattrini ai Benetton lascia sconcertati”.Tra l’assemblea del 20 settembre 2018 che insediò il nuovo cda e il 12 novembre 2018 il titolo Carige ha perso il 70%.


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