Il movimento a caccia di fondi il 2 per mille per molti non e piu un tabu

Il movimento a caccia di fondi: il 2 per mille per molti non è più un tabù

La Republica News
Pubblicità

Il discrimine vero – si racconta nel dietro le quinte del Movimento – sarà la regola dei due mandati. Se dovesse venire superato anche questo totem, a quel punto la scissione sarebbe davvero a un passo: Alessandro Di Battista con Davide Casaleggio e tutto l’esperimento Rousseau, magari puntando a portarsi dietro il simbolo, per rifare i 5 Stelle; oppure, se invece il limite dovesse venir confermato, un accordo politico ed economico lo si può sempre trovare, con l’associazione trasformata in un think-tank e fornitore di servizi al quale versare una cifra annuale. Che poi è quanto ha auspicato Casaleggio in una intervista rilasciata al Corriere della Sera, ovvero trovare “una partnership basata su valori, principi e progetti condivisi che ci si impegna reciprocamente a rispettare”.La verità è che nel M5S si respira un’aria da separati in casa, la ex ministra Elisabetta Trenta s’è presa la briga di scriverlo anche sotto il post dell’associazione Rousseau che annunciava una iniziativa per lunedì con lo scopo di recuperare i fondi necessari per compensare “i gravi e mancati introiti previsti”, ovvero i mancati versamenti concordati una volta eletti dai parlamentari del Movimento (300 euro al mese). “Gli attivisti e i loro territori sono come i figli di una coppia divorziata che se li litiga con promesse e regali – le parole di Trenta – Vi prego, non ci offendete! Perché siamo cresciuti, e la caramella non ci basta più. In questo momento nessuno si salva da solo, neanche nel movimento. Restiamo uniti”.
Gli Stati Generali in corso, che rappresentano un po’ il primo ‘congresso’ della storia del Movimento, avanzano in una maniera abbastanza oscura: nei prossimi giorni il reggente Vito Crimi dovrebbe presentare una lista di determinazioni che riguardano l’organizzazione interna e le strategie future. L’ala critica capeggiata da Alessandro Di Battista per essere inglobata nel gruppo dirigente chiede un ritorno alle origini, un Movimento più garibaldino e di rottura e in questo senso la scelta di derogare o meno alla famosa regola aurea dei due mandati è dirimente. Ma in realtà il grosso degli eletti vorrebbe andare oltre, invece che limitarsi – come proposto da Casaleggio – a fare i tutor delle nuove leve dopo le prossime elezioni politiche. Da tempo, ed è stato fatto anche ai tavoli di discussione degli Stati Generali, si parla di arrivare finanche ad aderire alla possibilità del 2 per 1000, il che vorrebbe dire parificarsi in tutto e per tutto agli altri partiti. Tradendo il sogno e le utopie tecnocratiche di uno dei due fondatori, Gianroberto Casaleggio.Resta difficile dire quale delle due opzioni (scissione o accordo?) sia oggi più probabile, ma c’è anche un’altra consapevolezza da tenere in conto: la Casaleggio Associati conosce e conserva vita, morte, miracoli e segreti del M5S e dei suoi dirigenti, sin dalla fondazione nel 2010. Alla fine il calumet della pace converrebbe a tutti.   
Argomenti



Go to Source