“Il nostro Balù ucciso da un infarto durante i fuochi artificiali”. La triste fine del cane “con gli occhiali”

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Balù non ce l’ha fatta. È morto il simpatico cane diventato famoso per gli occhiali da motociclista che doveva indossare quando stava all’aria aperta: il meticcio di oltre 30 chilogrammi era affetto da una malattia rara, la cheratite cronica superficiale, patologia che gli era diagnosticata poco più di un anno fa.

Ma la sua morte non è legata alla malattia degli occhi. A gettare nello sconforto volontari e amici del Rifugio di Lanuvio, nel Lazio, dove l’animale era ospitato, sono le probabili cause della sua scomparsa: “A uccidere il nostro Balù molto verosimilmente sono stati i fuochi d’artificio sparati nella zona qualche sera fa – fa sapere Carla Gambassi, presidente dell’Associazione Gruppo Animalisti Castelli Romani – quasi certamente il cane è morto per infarto”. La stessa presidente, in una lettera inviata ai Comuni di Aprilia e Lanuvio, racconta per filo e per segno la drammatica vicenda. 

“Le volontarie di turno in rifugio – scrive Gambassi – la mattina hanno rinvenuto morto Balù, giovane e in buona salute, molto presumibilmente morto di infarto a cusa dei fuochi artificiali della notte precedente. La povera bestiola ha cercato in ogni modo di fuggire dal box e lo dimostrano le cucce divelte e la profonda buca scavata dal nostro cane nel vano tentativo di trovare “riparo” nella terra. Balù era un cane giovane e sanissimo e proprio di recente era stato sottoposto a una visita di routine da cuie era emerso il suo perfetto stato di salute. Si sa che tutti gli animali, sia domestici che selvatici, hanno il terrore dei fuochi artificiali che, spesso, li inducono a scappare allontanandosi in preda al panico, smarrendosi o finendo investiti dalle automobili. In altri casi, come molto probabilmente quello di Balù, muoiono letteralmente di paura. Questo tipo di festeggiamenti sono, ormai acclaratamente, non solo invasivi e violenti verso la natura ma anche coercitivi e irrispettosi nei confronti di quella parte cittadinanza che aborrisce e subisce contro ogni sua volontà tali, alquanto opinabili comportamenti. La speranza – conclude la lettera – è che la morte ingiusta e innaturale di un essere senziente a cui, a norma di legge. sono riconosciuti alcuni precisi diritti, possano indurre un’attenta e proficua riflessione per il futuro”.

Resta poco da aggiungere. Se non il commosso ed emozionante saluto di addio che le volontarie del rifugio hanno voluto dare al loro Balù. “Questa terribile estate ha portato via anche il nostro meraviglioso Balù – scrivono sul profilo Facebook – non ci si può mai abituare a perderli, ma quando succede così all’improvviso, un cane ancora giovane…ci si spezza il fiato, avevi ancora tanta vita davanti. Balù, ci ritroviamo a scrivere di te con il cuore gonfio di dolore, la testa piena di pensieri rumorosi che cercano risposte a tanta ingiustizia  e con una immensa rabbia dentro. Il destino ti aveva già messo alla prova più volte, ma non sapeva con che anima bella aveva a che fare. Con il tuo carattere fiero e gioioso avevi fatto fronte all’abbandono, ti sei adattato al canile e con una semplicità incredibile ti sei abituato ad essere il nostro “cane con gli occhiali,” per la malattia che aveva colpito i tuoi occhi. Sempre allegro, sempre felice, correvi come un turbine a perdifiato appena potevi nello sgambatoio e poi chiedevi coccole infilando la tua testona sotto le mani. E noi avevamo davvero creduto che alla fine avevi vinto tu, che niente ti avrebbe mai piegato…sino a ieri mattina, una orrenda mattina torrida di estate, con il sole alto e le nostre lacrime come pioggia a coprire ogni cosa, ogni luce. Si è spenta una luce per tutti noi. Ti portiamo nel cuore, forse piano piano riusciremo a immaginarti felice con tanti altri amici che se ne sono andati prima di te….ma oggi no, oggi abbiamo solo le spalle curve dal dolore. Ciao Balù”.

Un anno fa la diagnosi della patologia che lo aveva colpito. “In pratica i suoi occhi non possono essere esposti al sole  – raccontava allora Giovanna, volontaria romana che ha seguito Balù insieme all’amica ed educatrice Katia Recchia – qui nel rifugio di Lanuvio, in provincia di Roma, dove si trova da tempo, sta sempre in una zona ombreggiata ed esce per la passeggiata praticamente solo in assenza del sole. Per fortuna, ultimamente, da circa un paio di settimane, sta indossando uno speciale paio di occhiali stile biker-motociclista, in modo da proteggere i suoi occhi quando la luce è più forte. Balù è un grande, si è subito adattato alla nuova situazione e va fiero e orgoglioso dei suoi occhiali. Non solo. Quando lo incontrano, bambini e adulti sono incuriositi e si fermano per un saluto”.

Ma la vita di Balù, a soli 5 anni, era già segnata da una serie di brutte esperienze. Dopo essere stato affidato a un rifugio perché la proprietaria non poteva più tenerlo, aveva trascorso più di metà della sua vita in canile. Poi, pochi mesi fa, il tentativo di dargli una famiglia, una casa per sempre. Gli appelli si sono sprecati, sia sui social sia sui giornali (anche La Zampa si era interessata al suo caso, ndr). Qualcosa, forse, si nstava anche muovendo. Ma il destino ha deciso diversamente. Addio, tenero Balù.

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