Il nostro libro della buona notte

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C’è un piacere perverso nel guardare fuori dalla finestra quando ancora è buio pesto. L’alba di là da venire, la città è immobile. E il suo lento risveglio rasserena l’insonne che lo aspetta. Qualche luce, le macchine. E poi, meraviglia: gli autobus e i tram. Segno, a Milano almeno, che sono le sei. Che i termosifoni cominciano a riscaldare le stanze, che è tempo di mettersi in moto, anche se da ore ciondoliamo per casa, ci crogioliamo sotto il piumino, in uno spazio tutto nostro pieno di ricordi, di pensieri, di immagini pescate chissà dove. A quel punto anche l’allodola deve entrare nel mondo. Chi scrive è un’allodola. Le sue notti finiscono presto. Come a dire, che vivo col fuso di Nuova Dehli. E che condivido con i gufi, con coloro che vivono, invece, col fuso di Nuuk o, peggio, di New York, uno spazio della notte a occhi aperti.

Dormire bene secondo la scienza: il libro di Henry Nicholls in edicola con Salute

I “fortunati” che dormono sereni setto o otto ore per notte, che devono puntare la sveglia per andare al lavoro, che non vedono l’alba – nemmeno quella di città, un po’ strana col sole nascosto tra le case e la luce che filtra da est – o che vedono pian piano spegnersi tutte le finestre delle case man mano che la notte avanza, si chiedono spesso: “ma come campi?”. Campiamo: noi 12 milioni di insonni italiani. Questa è la stima, difficile dire quanto sia accurata, cioè quanti di questi 12 milioni siano insonni diagnosticati o, invece, come sembra di certo plausibile, siano persone, e spesso bambini, che dormono male.

Di certo rappresentano un ghiotto mercato potenziale per l’infinita gamma di gadget che promettono il buon riposo. E per i farmaci, purtroppo pochi e deludenti. Andando poco per il sottile, possiamo dire che i gadget, quando ragionevoli (come un buon materasso o un cuscino adeguato) danno una mano a tenere a bada l’irritazione da disagio; che non significa sconfiggere l’insonnia. Spesso poi sono dei pannicelli neanche tanto caldi: luci bislacche, musichette… bah: magari qualcuno le apprezza, di certo sono puro contorno.

Le sostanze, invece: quello è un altro paio di maniche. A partire dalla melatonina, un ormone che promette di regolare i nostri ritmi circadiani e, se in concentrazioni adeguate e ben usato, in parte lo fa. Purtroppo, sembra diffusa l’idea che chiunque può inghiottirla, un po’ a casaccio. Invece, come tutte le sostanze che funzionano, se non è in dosi adeguate è inutile o dannosa e, comunque, può avere effetti collaterali. Impatta sul nostro organismo, interagisce con le nostre condizioni e i farmaci che prendiamo di routine. Quindi, attenzione al fai-da-te, e forse non basta il consiglio del farmacista. Sentiamo il medico, se lei/lui ci dice di sì, prendiamola per qualche settimana e, se non serve, eliminiamola.

Insonnia, il disturbo dei nostri tempi: cause, conseguenze, rimedi

Beh, ma ci sono pur sempre i sonniferi, direte. No, non ci sono. Ci sono sostanze psicoattive (benziodiazepine o comunque di simili) che possono avere un’efficacia se utilizzate come terapia d’urto quando ci sembra di non poterne più e di non riuscire più a governare le nostre notti, per pochi giorni nella speranza che, al prezzo di giornate difficili (rimbambimento, e/o sonnolenza, e/o irritabilità sono inevitabili), si possa tornare a un ritmo accettabile per il nostro metabolismo.  Non cadiamo nella tentazione di prendere questi farmaci su consiglio di un amico, è roba seria. Se la sottovalutiamo rischiamo grosso.

Che vita complicata quella dell’insonne! Che, come rimedio molto opportuno ha lo studio del neurologo, magari uno dei tanti centri ospedalieri specializzati. Nella consapevolezza che non sarà comunque risolutivo. Come potremmo forse sorridere parafrasando Totò: “Insonni si nasce, e io modestamente lo nacqui”. Sappiamo infatti che a farci stare svegli dà una mano anche la genetica. E che la maitresse delle nostre notti è la nostra indole.

Eppure, la qualità del riposo può migliorare, bizzarro a dirsi, con semplici accorgimenti, con uno stile di vita adeguato: mangiare poco la sera, andare a letto sempre alla stessa ora, e andarci solo per dormire (al netto di attività di coppia…), non fare attività aerobica dal tardo pomeriggio in avanti, limitare alcol, caffeina e teina, ma anche cioccolato… consigli della buona notte. Utili. Ancora meglio, nei momenti di crisi, con terapie combinate e integrate.  Insomma, si può dormire bene, ancora una volta secondo la scienza; che è proprio il titolo del libro che vi proponiamo questo mese con Salute.

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