Il nuovo Piccolo principe Parla inglese e ha successo sui social

Il nuovo “Piccolo principe”? Parla inglese e ha successo sui social

La Republica News
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La storia è semplice, anzi quasi non c’è: un bambino – di cui non conosciamo il nome – incontra una talpa. La talpa della storia, contrariamente alle talpe in generale, è molto socievole. Non le dispiace mettere il naso fuori dalle sue gallerie ed è golosissima di quelle torte alte, con la panna o la glassa, che vanno di gran moda in nord Europa. Poi i due incontrano una volpe, che invece è come ci immaginiamo le volpi: silenziosa, un po’ diffidente, elegante. E infine tutti incontrano un cavallo, imponente e magnifico, che sostiene peraltro di poter volare (ma solo di nascosto dagli altri cavalli).Intraprendono un viaggio senza meta tra boschi, prati e fiumi. Si parlano, per brevi frasi che distillano saggezza e che per un attimo, mentre le leggi, ti fanno stare bene. I disegni sono magnifici: acquerelli dal tratto stilizzato, bianco e nero o pochi colori: il blu, il grigio, il marrone. È questa la formula di Il bambino, la talpa, la volpe e il cavallo, scritto e illustrato dall’inglese Charlie Mackesy, bestseller in Inghilterra e negli Stati Uniti nel 2019 (ha venduto un milione di copie in un anno), ‘Book of the Year’ per i librai di Waterstones e Barnes&Noble, uscito in Italia da circa un mese e subito entrato nella top ten di vendita del comparto “Ragazzi”.

Ciò che salta all’occhio a chi sfoglia il volume è senza dubbio una certa “aria di famiglia” rispetto a un altro libro illustrato diventato classico, Il piccolo principe dell’aviatore e scrittore francese Antoine de Saint-Exupéry: pubblicato nel corso di una tragedia, la seconda guerra mondiale, in inglese negli Stati Uniti e solo nel 1945, dopo la morte dell’autore, in lingua originale da Gallimard, è stato da allora tradotto in 300 lingue. Da quando sono scaduti i diritti, nel 2015, le edizioni si sono moltiplicate. A conferma che la formula – una scrittura poetica, che funziona per aforismi, accompagnata da disegni ad acquarello semplici ed efficaci, è ancora straordinariamente efficace. Anche Il bambino, la talpa, la volpe e il cavallo si basa sullo stesso tipo di struttura: la trama, tuttavia, è più esile, praticamente inesistente. A rincorrersi, da un pagina all’altra, sono le considerazioni dei personaggi. “Chiedere aiuto non significa arrendersi”, disse il cavallo “Significa rifiutare di arrendersi”. O: “Essere gentile con te stesso è uno dei più grandi atti di gentilezza che ci siano”. Diffusi anche tramite i canali social di Mackesy – 200mila persone per la sua pagina Facebook, oltre 700mila followers su Instagram, 80mila su Twitter – le frasi e i disegni di Mackesy creano una sorta di narrazione diffusa, che anticipa, prosegue, amplia i contenuti del libro.Un’operazione editoriale che ha proiettato Mackesy – 58 anni, a lungo vignettista per lo Spectator e illustratore per la Oxford University Press – in una dimensione simile a quella degli Instapoets, i poeti 2.0. che pubblicano su Instagram i loro versi e talvolta i loro disegni (come la canadese bestseller Rupi Kaur). In tempi pandemici, la saggezza in pillole di Mackesy e i suoi acquarelli funzionano come medicina per lo spirito: invitano a cogliere il presente, a prendersi cura di se stessi, a non cercare la perfezione. Ciò di cui abbiamo bisogno sempre, ma in particolare in questo tempo orbo di futuro. Nella sua biografia su Artnet, Mackesy cita Chesterton: “In fondo al nostro cervello, per così dire, c’era un bagliore dimenticato o un’esplosione di stupore per la nostra stessa esistenza. L’oggetto della vita artistica e spirituale era scavare in cerca di quest’alba sommersa di meraviglia”. 


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