Il nuovo tono minaccioso dei call center

La Republica News

“Come ti sei permesso di attaccarmi il telefono?”. Il tono era minaccioso. Come di un fidanzato tradito. O meglio, come il proprietario di casa che ti avesse chiamato per chiederti di pagare l’affitto arretrato e tu avessi pensato bene di cavartela chiudendo la telefonata. Sono rimasto interdetto. Mi aveva richiamato subito e non era il mio padrone di casa. Era l’operatore di un call center. In particolare era un tale che mi aveva chiamato per dirmi se volevo investire i miei risparmi con il trading online. “Non vuoi diventare ricco senza rischiare niente?”, “No grazie”, avevo detto subito. Ma quello non si era arreso come accadeva un tempo. Quello mi aveva aggredito: tu hai firmato per fare il trading online, aveva millantato. No guardi, veramente, no. Sì, ho la tua mail, è riccardoluna@ eccetera eccetera. Sì ma che c’entra. Hai firmato non puoi tirarti indietro. Ho pensato che nel mondo del telemarketing devono aver aggiornato il manuale di istruzioni: qualcuno deve aver pensato che il tono minaccioso para-legale funzioni meglio della dolcezza avvolgente modello Bis Bis nel LIbro della Giungla. Ho pensato ad un anziano sprovveduto preso di sorpresa da una telefonata così: ci casca sicuro. Ho detto: ma voi chi siete, come vi permettete, vi denuncio. Ecco di solito quando ad un operatore di call center dicevi una frase così avevi vinto. E invece no. Non è più così: qualche giorno fa mi aveva chiamato una signora da un numero inglese proponendomi un prestito e non aveva mollato la presa fino alla terza telefonata. Anche questo del trading online era stato addestrato bene: aveva un accento straniero, ma non fraintendetemi, il problema non è lui, è chi ce li manda. Mi ha detto: mi vuoi denunciare? Allora denuncia Mark Zuckerberg direttamente, con tutti i dati che gli dai. L’addestramento deve essere stato curato nei dettagli. Ho chiuso la telefonata, ma quello ha insistito, e quando ho chiuso di nuovo, mi ha subito chiamato una terza volta. Unica soluzione: ho bloccato il numero, un fisso, di Firenze. Mai avrei pensato. Mai avrei pensato che il mio numero di cellulare lo avessero tutti i call center del globo. Non è un problema personale e non è un problema di oggi. Dieci anni fa venne creato un registro delle opposizioni: se non volevi ricevere telefonate così, registravi il tuo numero ed era vietato chiamarti, ma valeva solo per i numeri fissi. Così è esploso il mercato clandestino dei nostri numeri mobili: l’altro giorno c’è stata una operazione di polizia che ha scoperto che alcuni dipendenti di una compagnia telefonica si erano rivenduti i dati di un milione di clienti; qualche giorno dopo ci sono stati arresti, in un’altra compagnia, per lo stesso reato. C’è qualcuno che non ha mai ricevuto una telefonata molesta di telemarketing? Secondo me no. A gennaio il governo ha varato uno stretta: un nuovo regolamento che consente di iscrivere nell’inutile registro delle opposizioni anche i numeri di telefono mobili e di cancellare in quel modo qualunque autorizzazione data precedentemente e di solito inconsapevolmente (“firmi qui per il consenso” ti dicono, e magari stai comprando un aspirapolvere e i tuoi dati finiscono nel mercato nero). Bello il nuovo regolamento, ma manca ancora l’approvazione definitiva e l’entrata in vigore è il 1 dicembre, tanto che fretta c’è? I nostri dati personali ormai sono stati rivenduti al miglior offerente, molti sanno come difendersi da chiamate così, è vero, ma non tutti, qualcuno ci cascherà e nella truffa perderà dei soldi. Di solito sono i più deboli. Ci salvi chi può.


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