Il Papa scrive ai leader mondiali: grazia ai detenuti per Natale

Pubblicità
Pubblicità

Per un Natale segnato dalla guerra in Ucraina, da innumerevoli tensioni geopolitiche, nonché dalle conseguenze sociali ed economiche della pandemia, papa Francesco chiede ai leader mondiali un segno capace di aprire “alla grazia” questo tempo “segnato da tensioni, ingiustizie e conflitti”: un gesto di clemenza nei confronti dei detenuti che affollano le carceri di tutto il mondo.

“In occasione del prossimo Natale”, rende noto la sala stampa vaticana, “Papa Francesco sta inviando a tutti i Capi di Stato una lettera per invitarli a compiere un gesto di clemenza verso quei nostri fratelli e sorelle privati della libertà che essi ritengano idonei a beneficiare di tale misura, perché questo tempo segnato da tensioni, ingiustizie e conflitti, possa aprirsi alla grazia che viene dal Signore”.

L’appello del Giubileo

L’attenzione del Pontefice argentino per i carcerati è nota. A Roma, ma anche in molti viaggi che ha compiuto, in Italia e all’estero, Francesco ha voluto visitare i detenuti, domandando ogni volta, in segno di identificazione con la loro condizione: “Perché loro e non io?”. Un’attenzione che ha moltiplicato quando, in piena pandemia, ha fatto appello per coloro che, a causa del sovraffollamento, rischiavano una “tragedia”.

Per il giubileo della misericordia, nel 2016, Francesco dedicò una messa proprio ai carcerati, con la presenza di mille detenuti a San Pietro. In quell’occasione lanciò un appello alla politica per “un atto di clemenza verso quei carcerati che si riterranno idonei a beneficiare di tale provvedimento”, ma anche per migliorare le condizioni di vita carceraria e per una giustizia penale aperta al reinserimento in società.

Le lacrime per l’Ucraina

Un appello che ora il Pontefice ripropone, nel primo Natale di quella che ha ribattezzato “una guerra mondiale a pezzi”. E se nel perdurare dell’aggressione russa in Ucraina sfumano progetti di mediazione o anche solo di una tregua natalizia, e al Papa non sono rimaste che le lacrime, come quelle che ha versato per la ricorrenza dell’Immacolata in piazza di Spagna, Francesco non dispera che l’umanità possa ancora “aprirsi alla grazia” e compiere un gesto di umanità.

Pubblicità

Pubblicità

Go to Source