Il pediatra Guarino: “Vaccino per i bambini sicuro, è da pazzi dare cattivi esempi”

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«Allucinante. Abbiamo 150 mila morti in Italia e trattiamo il vaccino come se fosse un dibattito glamour. Tu che fai, vai al mare o in montagna?». Alfredo Guarino, pediatra dell’università di Napoli, ex presidente della Società di malattie infettive pediatriche, 400 bambini curati nel suo reparto dell’ospedale universitario dall’inizio della pandemia, resta basito di fronte a chi gli chiede di commentare le dichiarazioni di Meloni o Salvini. I due leader politici hanno annunciato che non faranno vaccinare i loro figli in età di elementari.

Cosa ne pensa?

«Penso che sia pazzesco trattare la pandemia come se fosse una partita di calcio o un dibattito fra favorevoli e contrari. Non c’entra niente la mia opinione politica su Salvini o Meloni. Il fatto è che questa vicenda non può essere gestita in modo folkloristico. È una cosa maledettamente seria. Fare affermazioni apodittiche di fronte a 150mila morti è il modo sbagliato di affrontare le cose».

Per i bambini, sostiene Meloni, è più facile morire colpiti da un fulmine che di Covid.

«Infatti è stato inventato il parafulmine grazie a Dio».

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Però solo un terzo dei bambini finora si è vaccinato. Vuol dire che due genitori su tre hanno titubanza.

«L’unico dubbio che si può avere in questo momento è se si preferisce fare il vaccino o prendere il Covid. Con Omicron in giro è pressoché impensabile che un bambino arrivi alla fine dell’anno senza aver incontrato il virus».

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Conoscerà diversi genitori che la pensano come i due leader politici.

«Una la incontro ogni giorno in reparto. Era No Vax, ha il bambino ricoverato e non fa che ripetere che se potesse tornare indietro si comporterebbe in modo diverso. Un’altra mi ha detto che provava il desiderio di salire al 18esimo piano della torre dell’ospedale per buttarsi giù. Ovviamente esagerava, era presa dall’angoscia del momento, ma non è simpatico per una madre vedere il proprio bambino malato e isolato in ospedale con gente bardata che gli fa i prelievi tutte le mattine. Soprattutto se sa che tutto questo era evitabile. Il senso di colpa è comune a tutti i genitori No Vax, nessuno escluso. Personalmente è una responsabilità che non mi prenderei e non voglio pensare che qualcuno lo possa fare per calcolo politico».

Ma anche con Omicron il Covid è più leggero nei bambini o vediamo segnali contrari?

«Per carità, resta verissimo che la malattia è più lieve rispetto agli adulti. Ma non per tutti. Abbiamo avuto 44 morti in età pediatrica e 13mila ricoveri. I bambini, e solo loro, possono soffrire di complicanze come la sindrome multinfammatoria sistemica. Si tratta di un disturbo rarissimo, ma che non vorrei vedere in mio figlio. Né conosciamo gli eventuali effetti di lunga durata del Covid. Da una parte ci sono tante sofferenze e costi, dall’altro il vaccino. Ma di cosa stiamo parlando?».

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La situazione però sembra in miglioramento. Per la prima volta dall’arrivo di Omicron i ricoveri pediatrici in Italia sono in calo.

«Sì, sicuramente migliorerà. Da noi però c’è ancora la porta girevole. Uno esce e un altro subito entra. Abbiamo 8 bambini in condizioni gravissime per via di altre malattie, ma ora in più li dobbiamo gestire in isolamento. E poi c’è una cosa che non capisco».

Cosa?

«Ricordiamo giustamente i 300 morti del terremoto dell’Aquila e i 3mila del terremoto della Campania di 40 anni fa. E ci siamo totalmente assuefatti ai 400 morti quotidiani che vediamo oggi. Dall’inizio della pandemia abbiamo perso quasi 900mila vite in Europa. Una città».

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Il rapporto dell’Aifa sulla sicurezza dei vaccini, pubblicato ieri, è rassicurante per tutti, ma lo è ancora di più per i bambini.

«Sì il vaccino sta andando bene e i centri vaccinali sono molto organizzati. Ne ho visitato uno qui a Napoli e mi sembrava di essere al Luna Park. All’inizio sembrava un po’ grottesco, ma poi mi sono stupito perfino io che sono un pediatra. I bambini facevano a gara per avere la caramella, la medaglia, l’attestato di coraggio. Gli operatori sono bravissimi. Mi sono ricordato di quando ero bambino io e iniziavo a tremare tre giorni prima».

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