Il pensiero spensierato

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L’idea che lo stupro dipenda  da una sorta di eccesso di esuberanza sessuale — e non da fattori culturali, sociali, psicologici — non ha nessuna pezza d’appoggio scientifica; ed è tenuta in nessuna considerazione da chi — associazioni, medici, criminologi, studiosi — si occupa seriamente del problema.

Stupro Viterbo, Salvini: “Chiederemo castrazione chimica per curare stupratori e pedofili”

È dunque un’idea facilona, che però ha il pregio di suggerire soluzioni altrettanto facilone: vedi la castrazione chimica. Non per caso è un’idea-bandiera della Lega dai tempi del Calderoli, per il quale dire “castrazione chimica” era, visibilmente, motivo di giubilo; così come per il Salvini è un autentico piacere dire “bisogna buttare via le chiavi” quando si parla di galera. Il leghismo è la patria del pensiero semplice, oppure, se preferite gli ossimori, del pensiero spensierato. Le cose si risolvono un tanto al chilo e con le maniere brusche, ai ladri si spara, agli omosessuali si prega di smetterla, ai migranti di non migrare, agli stupratori, che sicuramente perdono il controllo a causa del calibro eccessivo dell’organo sessuale, si levano un poco di ormoni così l’arma si inceppa.

Il tutto sarebbe solo puerile, e perfino divertente, se questi pensierini sbrigativi non fossero pensieri di governo — nonostante la catastrofe elettorale del Salvini. Che è ufficialmente il vice di Meloni, e dunque altrettanto ufficiale è la sua ripresa entusiastica della castrazione chimica come baluardo contro lo stupro. Siamo messi così: tocca confidare su Meloni come elemento riflessivo e riequilibrante, vedi i suoi rapporti europei che, Vox a parte, in confronto al Salvini la fanno sembrare Adenauer. Piuttosto che Polifemo, meglio Atreiu.

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