Il Po in secca: riemergono un blindato tedesco e relitti affondati durante la seconda guerra

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La secca del fiume Po ha riportato a galla alcuni relitti bombardati e affondati durante la Seconda guerra mondiale. Un evento affascinante testimoniato a Gualtieri (Reggio Emilia) da Alessio Bonin, fotoamatore di Boretto. Complice la fase di siccità estrema, sono riemerse le bette Ostiglia e Zibello nell’isola degli Internati, così chiamata perché, finita la guerra, nel 1945 il Comune di Gualtieri decise di concedere l’area in gestione a una cooperativa agricola composta da ex prigionieri della Seconda guerra mondiale.

In tutto una dozzina di sopravvissuti ai campi di concentramento nazisti che così poterono ricavare un reddito dallo sfruttamento del legname.

I relitti bombardati e affondati dai tedeschi nel 1943 erano già sputati fuori dall’acqua del Grande Fiume nel novembre 2006, a seguito di un’altra grande secca.

La Zibello e la Ostiglia, lunghe 55 metri e con una portata da seimila quintali, vennero costruite nel cantiere della Giudecca a Venezia con metallo donato dall’Austria come debito di guerra.

Le bette erano erano utilizzate per il trasporto di prodotti agricoli, carbone e massi destinati all’edificazione di infrastrutture.

La secca ha fatto riaffiorare a Sermide, nel mantovano, anche un mezzo cingolato delle truppe tedesche abbandonato durante la ritirata. Il mezzo è stato scoperto dal direttore del Museo della Seconda guerra mondiale del fiume Po, Simone Guidorzi: “Stiamo tentando di recuperalo vista l’opportunità praticamente unica”, ha detto al Corriere.

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