Il presidente della Regione Calabria Occhiuto annuncia su Facebook: “Nominato commissario alla Sanità”

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“Il Consiglio dei ministri ha deciso di nominarmi commissario per la sanità in Calabria”. Parola del neopresidente di Regione Calabria, Roberto Occhiuto, che con un video su Facebook ha personalmente annunciato la sua nomina a commissario alla Sanità.

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La formula è irrituale perché arriva dal diretto interessato. I social usati per farlo, pure. In concreto però si tratta di una sorta di rivoluzione copernicana. Dopo dieci anni, la sanità calabrese rimane sorvegliata speciale causa voragine debitoria e incapacità di raggiungere i livelli essenziali di assistenza (Lea), continua ad essere obbligata a rispettare un piano di rientro, ma la sua gestione passa in mano alla politica.

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“Avevo preso un solenne impegno con i cittadini in campagna elettorale: questo obiettivo è stato raggiunto già con il primo Cdm dopo la mia proclamazione a presidente” ha detto Occhiuto, anticipando di aver chiesto un incontro “per approfondire i temi che riguardano la Calabria al ministro dell’Economia Franco e a quello della Salute Speranza“, per poi concludere: “ringrazio il commissario uscente Longo”. Delle cui dimissioni o benservito – ancora è da chiarire – nessuno aveva idea fino all’annuncio del neogovernatore.

Sul punto però è difficile che sorgano problemi. Ex prefetto dopo una vita in polizia, Longo si era “immolato” proprio un anno fa, dopo oltre un mese di nomine annunciate e revocate, di commissari incaricati e accompagnati alla porta nel giro di poche settimane, di nomi bruciati sull’altare dei veti incrociati. “Sono un uomo delle istituzioni, ma la mia è anche una scelta di cuore. Voglio fare qualcosa di concreto per i calabresi e la Calabria” aveva detto all’epoca a Repubblica.

A parere dei più però, le migliori intenzioni non si sono esattamente tradotte in atti concreti. “È stato nella migliore delle ipotesi un commissario impalpabile” dice il dottore Rubens Curia, portavoce di “Comunità Competente”, rete di medici, professionisti della sanità e associazioni del terzo settore che da tempo lavora per una riforma del settore in Calabria. “Ad Occhiuto chiederemo un incontro per esporre le nostre proposte – anticipa Curia – come abbiamo fatto con tutti i suoi predecessori”. Incluso Longo, che ha sempre ignorato la richiesta. “In generale – conclude – questa nomina potrebbe essere un passo importante a condizione che ci sia da parte del presidente una visione di sanità a misura di persona”.

Tutto da capire poi è in che termini e in che modi il nuovo governatore-commissario sarà tenuto a relazionarsi con il governo nazionale, cui secondo il “Decreto Calabria 2” rimane in mano il boccino della sanità calabrese. O se – e su questo sembra spingere Occhiuto – a prevalere sugli orientamenti sarà la sentenza della Consulta, secondo cui il commissariamento è legittimo solo nella misura in cui si riveli utile.  Nel frattempo, il governatore è già andato a battere cassa. “Chiederò all’esecutivo nazionale di adoperarsi per dare attuazione alla sentenza della Corte costituzionale proprio sul commissariamento della sanità in Calabria, affinché il commissario possa essere coadiuvato da esperti selezionati da lui stesso e dal governo”. Insomma, si apre una nuova stagione (e partita) di nomine, che però potrebbe non essere il fronte più caldo. Anni di commissariamento si sono tradotti in tagli verticali di servizi e personale, blocco del turn over, chiusure di piccoli e grandi ospedali, senza però mai limitare il ruolo (e il business) della sanità privata in regione. Un partito trasversale che in Consiglio regionale vanta più di un alfiere e plausibilmente – ufficialmente e no – farà sentire la sua voce.

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