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Il questore Salvo: “Ha lasciato un segno pesantissimo. Oggi nuove strategie per ordine pubblico”  

La Republica News
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Sebastiano Salvo, oggi questore di Asti, genovese, nel 2001 era vicequestore a Genova, addetto all’ordine pubblico. Ricorda le criticità di quei giorni e il percorso fatto da allora dalla polizia nella gestione dell’ordine pubblico: “L’analisi di Gabrielli, che nel 2017 da capo della polizia ha parlato di catastrofe, è consegnata alla storia. Sul piano dell’autocritica interna un cambio di rotta ci fu già ai tempi del prefetto Manganelli che nel 2008 istituì la Scuola di ordine pubblico a Nettuno, centro in cui si è cercato di sviluppare una nuova strategia di gestione dell’ordine pubblico. In 20 anni sono stati fatti grandi passi avanti. L’uso della forza non deve mai travalicare i limiti dettati dalla nostra Costituzione e del codice penale: questa è la missione più importante e complessa che abbiamo e stiamo affrontando”. E sulle inchieste giudiziarie e condanne che hanno coinvolto diversi esponenti delle forze dell’ordine: “La verità che la storia ci consegna è quella processuale e va accettata, la Diaz è stata una pagina nera. I meccanismi del processo penale cercano responsabilità individuali, ma in un contesto come quello probabilmente le responsabilità reali furono di un sistema”.

Intervista di Giovanni Mari



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