Il Recovery della giustizia punta a ridurre i tempi dei processi

Pubblicità
Pubblicità

È il “fattore tempo” – da sempre – il problema della giustizia italiana, nonostante “l’autonomia e indipendenza della giustizia e la professionalità dei giudici italiani” come scrive il Recovery plan. È sulla “accelerazione dei processi” che bisogna puntare per garantire la competitività del sistema Italia. Se è vera la massima che “giustizia ritardata è giustizia denegata” allora è lì che il Recovery deve cambiare registro. Tutti gli interventi puntano a velocizzare i processi, sia civili che penali. Che tributari. Con l’immissione dei collaboratori dei giudici e un massiccio ricorso alla digitalizzazione. Le valutazioni d’imputato dicono che una riduzione dei tempi del processo civile del 50% farebbe crescere le imprese manifatturiere del 10 per cento. Mentre una riduzione da 9 a 5 anni dei giudizi fallimentari porterebbe un incremento dell1,6 per cento.

Recovery, Draghi presenta Pnrr alla Camera: “C’è il destino dell’Italia e sua credibilità. Ritardi e visioni di parte peseranno sulle vite”

Magistrati e personale

Dal 2018 è già stata varata l’assunzione di 17mila persone nel settore amministrativo, di cui quasi 5mila già assunte, mentre per le altre 8mila sono in corso le procedure di selezione. Sono 600 invece i magistrati per i quali sono in svolgimento i concorsi, compatibilmente con l’emergenza Covid e il blocco delle prove in presenza. Mentre è composta di 170 toghe la task force che dovrebbe spostarsi nelle zone dove l’arretrato è maggiore. 

Primo sì al Recovery dopo un braccio di ferro con Ue e partiti

La digitalizzazione

È ormai una realtà consolidata quella del processo civile telematico, giunto ormai anche in Cassazione. Mentre muove i primi passi, soprattutto per via del Covid, il processo penale “remotizzato”. 

Giustizia, il processo breve in quattro anni cancella la prescrizione

L’ufficio del processo

Tre riforme – quelle del processo civile e del processo penale, quella del Csm e dell’organizzazione giudiziaria – sono alla base del Recovery plan. Che punta soprattutto sull'”ufficio del processo” come strumento per affiancare al magistrato una task force operativa. Introdotto già dal 2014, ma solo in via sperimentale, l’ufficio del processo affiancherà il giudice “nell’attività preparatoria del giudizio”, cioè facendo ricerche, studi, e la preparazione delle bozze dei provvedimenti. Finora un pm o un giudice facevano tutto da soli, d’ora in avanti non sarà più così. Parte proprio da qui la sfida per recuperare l’arretrato e per accelerare i tempi dei giudizi. E l’ufficio del processo, secondo le stime del Recovery, sarà già operativo a gennaio del 2022.    

Il processo civile

Il processo civile punta sugli strumenti alternativi alla risoluzione delle controversie, arbitrato, negoziazione assistita, mediazione. Secondo le stime contenute nel piano la riforma del processo civile dovrebbe essere approvata entro settembre di quest’anno mentre i decreti attuativi vedrebbero la luce a settembre del 2022. L’intera riforma darebbe i suoi primi effetti nel 2024. 

La giustizia tributaria

Alla fine dell’anno scorso, in Cassazione, pendevano oltre 50mila ricorsi. Con il rischio di annullamenti, com’è avvenuto nel 2016 per il 52% dei casi e nel 2020 per il 47 per cento. La riforma punta a potenziare il giudizio prima che si arrivi alla Suprema Corte. Migliorando la qualità delle fonti giurisprudenziali e anche qui con una task force per assorbire l’arretrato. La riforma potrebbe essere approvata nel 2022.

Il processo penale e il Csm

Sarà l’obiettivo dei prossimi mesi. Alla Camera. Con lo scopo di rivoluzionare il sistema del processo, dalle notifiche, al ricorso più spedito ai riti alternativi, ai tempi certi dei tre gradi di giudizio. Qui la grande battaglia sarà sul sistema adottato per regolare la prescrizione. Mentre per il Csm andrà deciso il sistema di voto e per le carriere dei magistrati quello per la progressione in carriera.

La digitalizzazione

Niente più carta, né corposi faldoni che girano con i carrelli nei palazzi di giustizia. Saranno digitalizzati tutti i fascicoli giudiziari. Un intervento che potrebbe ridurre del 40% la durata media del processo civile e del 10% quella del processo penale.

Le assunzioni

Con contratti triennali verrebbero assunti 1.600 giovani laureati, 750 diplomati specializzati, 3mila diplomati che costituiranno lo staff tecnico a supporto degli uffici giudiziari. Saranno invece 16.500 gli assunti per uffici del processo. Mentre saranno 1.500 i futuri coordinatori che saranno selezionati dal personale già esistente. 

Edilizia giudiziaria

Entro il 2026 saranno ristrutturati 48 edifici migliorando la qualità di 290mila metri quadri. 

Pubblicità

Pubblicità

Go to Source