Il rider che aveva salvato una ragazza rimediando una coltellata avrà un risarcimento dallo Stato

Pubblicità
Pubblicità

Il coraggio paga. Precisamente 30mila euro. È un risarcimento che non consola, ma è un bel segnale: lo Stato riconosce a Michele Dal Forno una somma in denaro “per non essersi girato dall’altra parte” assimilando quei trenta punti sul viso che un bullo gli ha rifilato mentre difendeva una ragazza come “incidente sul lavoro”. Come se fosse caduto dalla biciletta o fosse stato investito. Michele, un anno fa a Verona, stava consegnando le pizze, faceva il fattorino a tempo perso per pagarsi gli studi. Si accorge che una adolescente era in difficoltà: due ragazzi la stavano importunando. È corso ad aiutarla, ma uno dei due bulli ha tirato fuori il coltello e lo ha ferito al volto.

Michele ha più volte detto: “Lo rifarei”. L’aiuto a una ragazza in difficoltà e la coltellata valgono un infortunio. L’Inail gli riconosce 30mila euro per ripagare quel taglio che, forse, non gli resterà per sempre (tre operazioni al viso che si è potuto pagare grazie a una eccezionale gara di solidarietà stanno cancellando il segno). L’Inail parla di “infortunio da rischio selettivo”. Ma è stata una scelta etica. La direttirice spiega che “vuole essere un messaggio: lo Stato si schiera con chi ha il coraggio di non voltarsi dall’altra parte”. Non era scontato. Michele era in orario di lavoro e stava consegnando le pizze, come prevede il suo incarico. Ma difendere una ragazza non rientra nei suoi compiti. L’Inail gli ha riconosciuto il coraggio con cui ha affrontato una lodevole iniziativa personale, che in casi diversi non viene indennizzata. I legali dell’Istituto riconoscono che Michele si trovava “nel luogo dove era sorto l’obbligo di soccorso di un soggetto in condizioni di pericolo imminente” e l’infortunio è conseguenza di “un dovere morale”.

Pubblicità

Pubblicità

Go to Source