Il rientro amaro degli studenti fuori sede: affitti ancora su e la speranza tradita sugli studentati

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La speranza di fornire una risposta rapida al caro-affitti per gli studenti si è rivelata illusoria. Di fronte alle difficoltà nella “messa a terra” dei progetti legati al Pnrr, il Governo ha preso atto delle riserve provenienti dall’Ue in merito ai nuovi posti letto da realizzare e per ora ogni intervento in tal senso è rinviato in attesa di informazioni più dettagliate sulle gare per i fondi da assegnare.

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La concorenza degli affitti brevi

Intanto i prezzi degli affitti continuano a salire nonostante l’incertezza del quadro macro, spinti soprattutto dalla concorrenza degli affitti brevi, che continuano ad attrarre un numero crescente di proprietari per i rendimenti elevati (“il settore offre rendimenti netti annui del 5-6% netto contro il 3% delle locazioni tradizionali, racconta Gian Battista Baccarini, presidente di Fiaip, che rappresenta tutta la filiera professionale del mattone), a fronte di un rischio di insolvenza nettamente inferiore.

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Attualmente le residenze per studenti presenti nella Penisola sono sufficienti per 40 mila ragazzi, a fronte di una domanda di fuori sede che supera quota 700 mila. Il risultato è che tanti studenti che rimangono senza alloggio nonostante rispettino i requisiti previsti dagli enti per il diritto allo studio.

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Corsa senza fine per i prezzi

Secondo un recente studio di Immobiliare.it, oggi una singola a Milano costa in media 626 euro, mentre per un posto letto si scende a 348 euro. Livelli inaccessibili per molte famiglie, già alle prese con rialzi di tutte le altre voci di spesa. Seguono Bologna con 482 euro e Roma con 463. Come detto si tratta di medie, che non considerano la concentrazione della domanda nei quartieri meglio collegati con gli atenei, che in genere presentano prezzi più elevati.

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Né la strada è più semplice per le famiglie che vorrebbero comprare casa accedendo al mutuo. Dall’ultimo bollettino dell’Abi si ricava che a giugno (ultimo dato disponibile) il tasso medio dei finanziamenti per l’acquisto delle abitazioni si è attestato al 4,27% contro il 2,05% di un anno prima. Questo mentre i prezzi degli immobili, segnala Nomisma, continuano a crescere, con il primo semestre che ha fatto segnare un +1% sul fronte delle quotazioni.

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Dall’alimentazione ai trasporti, domina il segno più

Non finisce qui, dato che anche le altre voci di spesa sono in crescita. A luglio i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona, il cosiddetto “carrello della spesa”, sono cresciuti del 10,2% nel confronto annuo, quasi il doppio dell’inflazione in generale (+5,9%). A Milano i biglietti e gli abbonamenti settimanali per il trasporto pubblico sono rincarati di circa il 10% a inizio anno e rincari sono arrivo con settembre nel trasporto regionale della Lombardia, mentre per ora questa soluzione è congelata a Roma.

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