Il settore privato in campo per ridurre le liste d’attesa

Libero Quotidiano News

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24 luglio 2020

ROMA (ITALPRESS) – Il fenomeno delle liste d’attesa in fase pre-Covid, tra il 2018 e il 2019, ha fatto registrare un incremento tale da portare 20 milioni di cittadini in attesa per analisi di laboratorio, accertamenti diagnostici, visite specialistiche o piccoli interventi ambulatoriali e quasi 8 milioni in attesa per un ricovero. Dati che sono andati peggiorando a causa della sospensione delle prestazioni programmate durante il lockdown. Le strutture della componente di diritto privato del Servizio Sanitario Nazionale sarebbero in grado da subito di incrementare i ricoveri da un minimo del 40% a un massimo del 60% e le prestazioni di carattere ambulatoriale da un minimo del 45% a un massimo del 90% rispetto agli attuali livelli di erogazione.“Sin da prima della tragedia Covid-19 noi abbiamo denunciato che il nostro Sistema Sanitario Nazionale registrava tempi di attesa molto lunghi e che questo determinava un uso distorto del Servizio Sanitario Nazionale come per esempio un uso improprio di pronto soccorso, una mobilità passiva, in cui la gente non trovava risposta alla propria domanda di salute nella propria regione”, ha spiegato all’Italpress la presidente nazionale di Aiop (Associazione Italiana Ospedalità Privata), Barbara Cittadini.“La situazione è molto differenziata da regione a regione – ha proseguito -. Tanti anni di spesa bloccata, abbiamo una spesa sanitaria rispetto al Pil tra le più basse rispetto ai paesi dell’Ocse. Questo significa che l’offerta delle prestazioni sanitarie già prima del lockdown era in sofferenza. Gli effetti del lungo lockdown si sono fatte sentire soprattutto per le prestazioni differibili o non considerate urgenti”. Poi la presidente ha sottolineato che “ora bisognerà trasmettere ai cittadini che gli ospedali sono dei luoghi sicuri e in questo è necessaria una riprogrammazione dell’offerta sanitaria. Ci sono tante risorse e vanno investite. Noi siamo disponibili ad aumentare anche del 50% la componente del diritto privato e un’offerta maggiore rispetto alle prestazioni ambulatoriali di cui il paese ha grande bisogno. Sino ad oggi questi nostri appelli non sono state accolte. Noi ci siamo, potremmo risolvere in maniera tempestiva, urgente e soprattutto economicamente quantificabile anticipatamente il problema degli italiani”.“La programmazione non dipende da noi, l’approvazione la fanno le regioni e su questo c’è stata molta disinformazione – ha specificato – perchè si è detto che la componente di diritto privato fa quello che più gli interessa economicamente, ma non è così. Noi siamo disponibili a fare tutto quello che la regione ci chiede in relazione alle branche autorizzate, anche a modificarle. Non è vero che non siamo disponibili a gestire terapie intensive e pronti soccorsi, molti di noi lo hanno già chiesto”.“In termini di quantità delle prestazioni gli uffici statistici dell’Aiop hanno visto che noi abbiamo una potenzialità inespressa rispetto ai ricoveri del 50% circa, a seconda delle regioni, e ancor più alta per quanto riguarda le prestazioni di natura ambulatoriale”, ha concluso Cittadini.(ITALPRESS).



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