Il Tar boccia Davigo non siamo competenti si rivolga al giudice ordinario

Il Tar boccia Davigo: non siamo competenti, si rivolga al giudice ordinario

La Republica News
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ROMA – Davigo perde anche davanti al Tar del Lazio.  Che, con una sentenza in forma semplificata, ha dichiarato inammissibile il suo ricorso contro la decisione del Csm di escluderlo da palazzo dei Marescialli “per difetto di giurisdizione del giudice amministrativo”. Questa la formula utilizzata nella sentenza che è stata emessa in due giorni. Il ricorso dell’ex pm di Mani pulite adesso dovrà essere riproposto dinanzi al giudice ordinario in quanto, secondo il Tar, si tratta di materia elettorale su cui lo stesso Tar esclude che ci sia una sua competenza. Sia Davigo con un’espressa memoria presentata lunedì, sia il suo avvocato, il costituzionalista Massimo  Luciani, si erano pronunciarti invece all’opposto. 
La prima sezione del Tar del Lazio – il presidente Antonino Savo Amodio, la consigliera Laura Marzano, la giudice che ha scritto la decisione, Lucia Maria Brancatelli – scrive che il ricorso di Davigo “è inammissibile per difetto di giurisdizione, trattandosi di controversia sottoposta alla cognizione del giudice ordinario”. Motiva la sua decisione affermando che la legge va nel senso di devolvere “al giudice ordinario le controversie afferenti questioni di ineleggibilità, decadenza e incompatibilità dei candidati (concernenti diritti soggettivi di elettorato), mentre appartengono alla giurisdizione del giudice amministrativo le questioni afferenti alla regolarità delle operazioni elettorali, in quanto relative a posizioni di interesse legittimo”.Secondo il Csm, scrive ancora il Tar, “Davigo, in quanto componente togato, non sarebbe più possesso di un (pre)requisito necessario per mantenere la carica. Ne consegue che, in applicazione del criterio di riparto generale della giurisdizione, il petitum sostanziale del giudizio attiene sempre alla tutela di un diritto soggettivo, poiché la verifica svolta dal Csm non è idonea a far degradare a interesse legittimo la posizione dell’interessato”. Il Tar si rifà anche a una sentenza delle sezioni unite della Cassazione per concludere che “una volta conclusa la fase elettorale, in favore degli eletti presso il Csm, sorgono posizioni di diritto soggettivo, con la conseguente esistenza della giurisdizione del giudice ordinario anche in relazione a una vicenda che riguarda la pronuncia di cessazione dalla carica per collocamento a riposo del magistrato”.

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