Il video shock dei soldati russi prigionieri colpiti alle gambe

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Un filmato raccapricciante sta animando un dibatto sui social di tutto il mondo. Le immagini mostrano soldati che sparano contro prigionieri con le mani legate. A fare fuoco sono militari con la mimetica ucraina, alcuni dei quali indossano al braccio la fascia azzurra delle truppe di Kiev. Quelli che vengono colpiti invece hanno il nastro arancione-nero della Rosgvardia, la Guardia Nazionale di Mosca, e vestono divise russe. Esiste anche una versione più lunga del video, con una prima parte in cui si vedono soldati russi gravemente feriti, ammanettati e in alcuni casi con un cappuccio sulla testa. Sono distesi a terra, tra il sangue. Gli vengono rivolte domande sui loro comandanti e altre con tono accusatorio: “Perché uccidete la popolazione?”. Poi le immagini procedono con le pallottole esplose contro le gambe di altri prigionieri fatti scendere da un furgone. Non ci sono riscontri in grado di confermare l’autenticità del video, che è stato segnalato anche da account twitter ritenuti autorevoli, come quello dell’ex ufficiale statunitense e ricercatore universitario Rob Lee. La propaganda filo-russa ha rilanciato il filmato mentre siti filo-ucraini lo contestano, definendolo un falso. Nei giorni scorsi sono circolate foto e filmati con immagini di brutalità. Un soldato ucraino legato a un palo con una catena e poi assassinato; corpi di militari con segni di torture; volontari ucraini che scattano selfie davanti ai cadaveri russi. Testimonianze del livello di ferocia che ha raggiunto il conflitto in Ucraina, con dinamiche da guerra civile che non rispettano regole né principi di civiltà. Altri video documentano l’uccisione di civili da parte di militari russi durante i combattimenti in diverse località. Quando taceranno le armi, sarà necessario indagare su tutti questi episodi e punire i responsabili

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