Illuminate, elogio di Sandra Mondaini la Shirley McLaine italiana

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Un documentario per un’icona della nostra televisione
Francesco Specchia
Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici “Iceberg”, “Alias” con Franco Debenedetti e “Versus”, primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui “Diario inedito del Grande Fratello” (Gremese) e “Gli Inaffondabili” (Marsilio), “Giulio Andreotti-Parola di Giulio” (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una…
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Foto:  Lucia Mascino con Sandra Mondaini sullo sfondo

08 ottobre 2020

]Vivevano in una specie di bolla metafisica, erano lo yin e lo yang  famigliare di un secolo movimentato, «non potevano fare a meno l’una dell’altra». Ha ragione un’Antonella Elia testimone intimidita, a raccontare nella docu-serie Illuminate (Raitre, lunedì, terza serata) una parte della leggenda di Sandra Mondaini e Raimondo Vianello.
A dieci anni dalla morte di Sandra, il programma (che poi si occuperà di altre donne formidabili, Merini,  Tebaldi,  Aulenti) si accende sulla brava attrice Lucia Mascino che viene invitata da Giorgia Trasselli, la celebre “tata” di casa Vianello, a partecipare a un’asta di beneficenza concentrata sui maglioncini pastello e sulle masserizie della Mondaini. Ed è questo lo spunto narrativo per ripercorrere à rebours la vita della Shirley Mc Laine italiana. Sandra figlia del grande Giacinto Mondaini umorista del Bertoldo, costretta a lavorare come modella per mettere insieme il pranzo e la cena. Sandra che debutta al meglio a teatro con Marcello Marchesi ed in tv con Mike Bongiorno. Sandra che canta La Trottola di Edoardo Vianello, cugino cadetto di Raimondo, che però era «molto più legato a Sandra», come racconta Edoardo stesso. Sandra che canta e balla con quelle gambe che parevano cesellate da Fidia assieme a Minnie Minoprio, Iva Zanicchi, Mina. E, perfino, in età matura, con Heather Parisi, «se la vita va via senza troppa allegroa /noi saremo due grandi occhi rosa per te» in sottofondo.   Sandra che incontra Raimondo; e ci lavora nel clangore delle battute; e Raimondo   non se la fila di pezza finché un giorno, a tavola, all’improvviso, le confessa d’essere innamorato di lei per poi riprendere, come se nulla fosse,  il discorso col suo vicino di desco. Sandra che scopre di non poter aver figli e  allarga la famiglia adottando un mucchio selvaggio di filippini che la onorano tra le lacrime. Sandra  che «odiava il suo alter ego, il clown «Sbirulino anche se non poteva fare a meno di lui perchè piaceva molto ai bambini», come dice, intervistato, Giancarlo Magalli. Sandra che assaporava la vita di coppia sbraitando sotto le lenzuola («Che noia, che barba, che noia») e rendendo show scintillante il nostro quotidiano, come ribadiscono Ricky Tognazzi e  Simona Izzo.  
Pur non tecnicamente perfetto, Illuminate merita l’applauso di più generazioni. Della mia, sicuramente…



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