In casa o distanziati al bar: così si tiferà domani nel derby di Milano

La Republica News

Prenotare non si può, vale la regola del chi prima arriva meglio alloggia. Per sedersi a uno dei tavolini all’aperto del pub 442 in via Procaccini, e sbirciare il derby in tv attraverso le vetrine, domani bisognerà arrivare con anticipo. “Inter- Milan comincia alle 18, i tavoli all’aperto sono solo quattro, ci aspettiamo che per le 17 saranno già pieni – dice Nucleo, titolare del bar – all’interno abbiamo ridotto i posti a sedere da 52 a 25, ma sono prenotati da settimane”. Dalla strada il volume non si sente, quindi le possibilità sono due: rassegnarsi alla colonna sonora delle auto di passaggio o portarsi la radiolina di fantozziana memoria. Il 442 per i tifosi milanesi è un tempio di gioia e dolore, contemplazione e preghiera. Alle pareti, le sciarpe colorate dei club calcistici di tutto il mondo.Su tavoli in legno, pinte di birra svuotate e riempite a ciclo continuo. Tutto intorno, secondo una bella tradizione, i sostenitori delle due squadre insieme, senza distinzioni. Quando è a Milano, capita che al 442 vada a vedere giocare la sua Inter anche il presidente nerazzurro Steven Zhang. Ma il derby questa volta lo seguirà da Nanchino, quartier generale Suning, gruppo cinese del commercio di elettrodomestici proprietario della squadra che fu dei Moratti. L’ultimo derby di Milano s’è giocato il 9 febbraio scorso, prima che l’Italia facesse conoscenza col paziente uno di Codogno: stadio strapieno, urla, mani che si toccano, abbracci per celebrare o confortarsi. Una vita fa. L’immagine simbolo di quella partita, vinta 4- 2 dall’Inter in rimonta, è Romelu Lukaku che si toglie la maglia, la issa a mo’ di stendardo sulla bandierina del calcio d’angolo e la alza al cielo, nel delirio di San Siro. Un fotogramma censurato nei video ufficiali della Serie A, ma rimbalzato in tutto il mondo di telefono in telefono, di social in social. Domani di quella cornice ci sarà poco. Allo stadio saranno ammessi un migliaio di tifosi, invitati quasi tutti dall’Inter che gioca in casa. Non di più, le norme sul distanziamento sociale non lo consentono. Il risultato è un ibrido: non la bolgia dei bei tempi, ma nemmeno il deserto sonoro di qualche mese fa, con le urla degli allenatori e il cinguettio degli uccelli a rompere il silenzio.Al derby di domani, il primo dall’esplosione del contagio globale, il Covid ha negato decine di migliaia di tifosi e alcuni giocatori, in maggioranza interisti. Il Milan compensa con qualche infortunio in più, ma il conto finale degli indisponibili punisce i nerazzurri. Gli occhi in campo saranno tutti puntati sulle due stelle rossonerazzurre: Lukaku e Ibra con Lautaro e Theo Hernandez e Hakimi, Handanovic e Donnarumma. Ed eccola qui, nonostante tutto, la partita che i bambini aspettano per tutto l’anno, pur in versione ridotta e mediata dalla tv. Che il calcio fosse soprattutto evento televisivo lo si era capito da tempo ma oggi lo è per forza. I milanesi, di entrambe le fazioni, la partita la guarderanno a casa. In gruppi piccoli, ci si augura, visto che ormai la storia del ” non più di sei” l’hanno capita tutti. Oppure al bar, con i dovuti accorgimenti. Oltre al 442 la trasmetteranno anche lo spazioso Carlsberg sui Bastioni di Porta Nuova (posti a sedere quasi completamente esauriti) e il Pogue Mahone in corso Lodi angolo via Salmini. Altro pub in cui fra avversari non ci s’insulta. A tutti i non vedenti e ipovedenti che ne faranno richiesta all’Istituto dei Ciechi, infine, l’Inter offrirà la possibilità di seguire la radiocronaca della sfida.


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