In Emilia Veneto e Friuli stretta anti zona arancione

In Emilia, Veneto e Friuli stretta anti zona arancione

La Republica News
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ROMA – Covid Hotel in ogni provincia per svuotare i reparti dai contagiati meno gravi. Ospedali da campo, allestiti dall’esercito, su richiesta delle Regioni. Divieto di “struscio” in strade e piazze; corsia oraria preferenziale per gli over 65 nei supermercati; posti a sedere contingentati sulle panchine.È un lockdown soft ma sempre più esteso quello che, dalle Alpi alla Sicilia, sindaci e governatori stanno via via introducendo per tentare di arginare la cavalcata del virus. Una serie restrizioni a macchia di leopardo, che renderà presto indistinguibile la divisione del Paese in tre colori, stabilita dall’ultimo Dpcm in base alla gravità dell’epidemia. Obiettivo dichiarato: scoraggiare gli assembramenti, principale fonte di contagio. Impedendo, in particolare, il bis dell’assalto a parchi, vie dello shopping e località fuori porta verificatosi lo scorso weekend.

Le tre regioni a rischio
Non è per niente certo che Emilia Romagna, Veneto e Friuli riusciranno a scongiurare il downgrading dal giallo all’arancione. Anzi, è probabile che non accada. Tutto dipenderà dai dati sull’andamento del contagio, frutto del monitoraggio settimanale che l’Istituto superiore di Sanità comunicherà oggi. Ma intanto — per cercare di evitare la stretta del governo — i presidenti delle tre regioni più a rischio hanno deciso di giocare d’anticipo. Firmando ieri, di comune accordo, altrettante ordinanze che da domani imporranno regole più severe e abbastanza uniformi, anche se non identiche. A partire dalla durata: per Zaia resteranno in vigore fino al 22 novembre (appena 8 giorni, salvo proroga), per Bonaccini si dovrà arrivare al 3 dicembre.Nelle tre regioni la limitazione principale riguarda la chiusura domenicale di tutti i negozi, fatta eccezione per farmacie, parafarmacie, alimentari, edicole e tabacchi. Mentre grandi magazzini e centri commerciali — che già lo fanno nei festivi — abbasseranno le saracinesche anche nei prefestivi, ovvero il sabato. Bar e ristoranti restano aperti fino alle 18, ma si potrà consumare solo al tavolo. E chi verrà sorpreso con il caffè o lo spritz davanti ai locali, sarà multato. In più in Veneto e Friuli è “fortemente raccomandato” di far entrare gli over 65 “nelle prime due ore di apertura” di mercati e supermercati. Un tentativo di scaglionare gli orari per tutelare i fragili.

Hotel e ospedali da campo

La parola d’ordine per raffreddare la pressione sugli ospedali è curare i pazienti Covid a domicilio. Perlomeno quelli asintomatici. Perciò ieri il ministro Boccia ha chiesto al commissario Arcuri di “attivarsi, d’accordo con Regioni e Comuni, per mettere a disposizione il più alto numero possibile di Covid Hotel» dove ospitare «i contagiati senza sintomi gravi che hanno difficoltà a restare in isolamento domiciliare”. L’obiettivo è di arrivare a 110, uno in ogni provincia. Al momento i posti disponibili sono all’incirca 15mila, ma il governo vorrebbe aggiungerne altri 20mila. Non solo. Nel corso dell’incontro con i governatori, Boccia e Arcuri hanno preannunciato che potranno essere utilizzate anche le strutture militari. Mentre l’esercito è pronto, sempre su richiesta delle Regioni, ad allestire ospedali da campo.
Le ordinanze dei sindaci
Preoccupati per le scene di ordinaria follia viste lo scorso finesettimana, anche i sindaci sono corsi ai ripari, chi rendendo off limits le strade e le piazze più affollate, chi imponendo dei divieti di fermata (si potrà transitare ma non sostare), chi addirittura chiudendo le scuole. È accaduto a Palermo, dove Leoluca Orlando ha deciso, da lunedì prossimo e per una settimana, di fermare anche le primarie, visto che le superiori praticano già la didattica a distanza (come previsto dal Dpcm). Resteranno aperti sono gli asili comunali.Vie dello shopping e piazze a numero chiuso sono previste invece a Roma: si potrà entrare solo scaglionati. Soluzione adottata in moltissimi comuni e in corso di valutazione anche a Firenze, dove sabato e domenica bar e ristoranti resteranno chiusi. A Bologna in centro storico sono vietati eventi e manifestazioni. Mentre per evitare contatti tra i passanti, nel cuore antico di Verona è stato istituito il senso unico per le vie pedonali. E a Benevento Mastella ha persino contingentato i posti sulle panchine: ci si potrà sedere, ma mai più di due per volta. 


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