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In Messico la più grande miniera di litio al mondo. Ma è un tesoro in concessione per 50 anni

La Republica News
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Sorpresa: la più grande miniera di litio al mondo si trova in Messico. Nella Sierra Occidentale, Stato di Sonora, a due passi dal confine con gli Usa, attorno e sotto il paesino di Bacadéhuachi (979 abitanti) sorge questo tesoro che adesso tutti chiamano “il nuovo petrolio”. Il litio è un metallo che si sfarina una volta a contatto con l’ossigeno. E’ essenziale per le batterie, dalle auto ai cellulari. Si usa nella ceramica, nell’energia nucleare, in campo farmacologico con gli antidepressivi e i farmaci per la cura dei disturbo bipolare. Da quando è stato scoperto tre anni fa, il sito è stato dato in concessione a due multinazionali: la britannica Bacanora Lithium e la cinese Gangfeng. Hanno iniziato le esplorazioni e puntano alle prime estrazioni entro la fine del 2021. 

Il presidente Andrés Manuel López Obrador si è accorto che quelle 243 milioni di tonnellate sparse nel sottosuolo sono una vera manna. Perché secondo calcoli del ministero delle Miniere possono garantire entrate miliardarie visto che nel solo ultimo anno il prezzo sul mercato del litio ha recuperato l’88 per cento del suo valore e adesso viaggia sui 12 mila dollari a tonnellata. Il senatore Alejandro Armenta, di Morena, lo stesso partito di Amlo, si è fatto promotore di un disegno di legge che raccoglie le indicazioni del presidente e punta a nazionalizzare l’estrazione del metallo. “Quello che oggi vale il litio in Messico”, spiega Armenta, “equivale a 4,5 volte il debito esterno sovrano che ammonta a 11 miliardi di pesos. Il sito di Sonora è la soluzione al disastro economico che affligge il nostro paese”.

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Ma le ambizioni del Messico devono fare i conti con la realtà. Non è così semplice disdire i contratti di concessione con le multinazionali straniere dopo gli investimenti massicci per i carotaggi e le esplorazioni. Obrador vede l’affare ed è disposto a una battaglia pur di tornare in possesso dei diritti di estrazione. Lo fa sul piano politico e punta a inserire anche il litio nel processo di nazionalizzazione che coinvolge i settori energetici tra i quali soprattutto il gas. La “via boliviana” scelta dal presidente rende nervosa la classe imprenditoriale che con Amlo ha rapporti contrastanti. 

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