In ospedale a Lecce 220 bombole ossigeno scaduto sequestro dei Nas

In ospedale a Lecce 220 bombole ossigeno scaduto: sequestro dei Nas

La Republica News
Pubblicità

Bombole d’ossigeno scadute da almeno tre mesi in un impianto dell’ospedale Vito Fazzi. Blitz nella mattinata di ieri, giovedì 12 novembre, dei carabinieri del Nas (Nucleo Antisofisticazione) che hanno sequestrato 220 bombole contenenti ossigeno e aria medicale nel nosocomio leccese.Un’attività ispettiva autonoma coordinata dalla pm Francesca Miglietta che ha aperto un fascicolo d’inchiesta con l’accusa di somministrazione di medicinali guasti o imperfetti. Al momento non ci sono indagati ma gli accertamenti andranno avanti anche nei prossimi giorni. L’ispezione dei militari, al comando del luogotenente Alessandro Ingrosso, si inserisce in un’attività investigativa più ampia nell’ambito dei controlli avviati già da tempo per monitorare il rispetto dei protocolli anti Covid nelle strutture sanitarie.
E i carabinieri del Nas hanno così fatto visita negli impianti del Fazzi nelle scorse ore. Le bombole sequestrate erano destinate al funzionamento di un impianto secondario dell’ospedale, utilizzato per la somministrazione di ossigeno ai pazienti, e non erano mai state utilizzate. Il supporto di ossigeno per i pazienti viene solitamente fornito da un altro impianto mentre quello secondario viene attivato solo quando nel principale dovesse registrarsi qualche malfunzionamento o anomalia. Subito dopo il blitz del Nas, la Asl ha immediatamente provveduto a ripristinare il funzionamento dell’impianto secondario con la sostituzione di nuove bombole.E anche la Direzione sanitaria si attiverà contestando alla ditta la inadempienza contrattuale riscontrata. “La centrale dei gas medicali è costituita da due bomboloni, uno di ossigeno e uno di azoto – spiegano dall’Asl – vi è poi una rampa di cestelli con più bombole (pacchi bombole) che entrano in funzione immediatamente e automaticamente in caso di mancato funzionamento della fonte primaria. Esiste anche una seconda rampa di cestelli con più bombole attivabili solo manualmente da un operatore in caso di estrema urgenza per non funzionamento del sistema centrale e della rampa di emergenza ed attivazione automatica. In questa seconda rampa di bombole ed attivazione manuale (e mai entrata in funzione negli anni) sono state riscontrate dei cestelli delle bombole con data di utilizzo scaduta”. ” I Nas – continua la Asl – condividendo la richiesta della direttrice della farmacia del presidio ospedaliero hanno disposto lo smontaggio delle bombole con prodotto scaduto presenti in questa seconda rampa. Le bombole successivamente sono state poste sotto sequestro probatorio con contestuale contestazione delle condotte alla ditta fornitrice e comunicazione all’Autorità Giudiziaria”.   


Go to Source