“In preda al ballo di San Vito”. Retroscena: la frase con cui (in privato) umiliano (ancora) la Azzolina

Libero Quotidiano News

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Enrico Paoli 26 luglio 2020

 Ha ragione il ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, ad esser «fiera» del sistema scolastico della Lombardia. E fa bene l’esponente del governo guidato dal premier, Giuseppe Conte, a pensare che questa «sia una delle Regioni di cui andare orgogliosi nel Paese». Perché se a settembre le scuole proveranno a ripartire, come le hanno dimostrato all’istituto comprensivo Riccardo Massa, non sarà certo merito del suo ministero, in preda ad una sorta di ballo di San Vito, ma della volontà e dell’impegno del Pirellone, che non vuol deludere le famiglie, provando a tappare le falle aperte dall’Azzolina, ottimista nonostante la drammatica realtà dei fatti. Perché se da parte l’istituzione mostra ottimismo, teoricamente per i dirigenti ministeriali non ci sarebbero troppe «criticità», stando a quanto emerso a margine del Tavolo regionale sulla riapertura delle scuole che si è tenuto a Milano e a cui hanno preso parte la ministra dell’Istruzione, la direttrice dell’ufficio scolastico regionale per la Lombardia, Augusta Celada, l’assessore lombardo all’Istruzione, Formazione e Lavoro, Melania Rizzoli, e i rappresentanti di Anci Lombardia e Upi Lombardia, dall’altra c’è una forte preoccupazione sull’organizzazione pratica della ripresa.

In particolare l’assessore regionale teme «l’estremo ritardo accumulato, che difficilmente consentirà una ripresa ordinata della vita scolastica». Ad oggi in Lombardia, spiega la Rizzoli, «non sappiamo sul nostro territorio quante sono le scuole che presentano situazioni critiche rispetto agli spazi per i propri studenti, non sappiamo quante cattedre non saranno coperte da insegnanti di ruolo e quante rischiano di restare scoperte». Stesso timore «per la mancanza di dirigenti scolastici su cui grava la maggiore responsabilità di questa fase di riapertura», afferma l’assessore regionale.
POCHE IDEEE proprio perché al ministero danno l’impressione di avere poche idee ma ben confuse, in Regione non sanno nemmeno «come le scuole intendano organizzare l’entrata e l’uscita degli istituti scolastici», spiega l’assessore Rizzoli, «rendendo così sempre più difficile organizzare un adeguato servizio di trasporto». L’esponente della giunta Fontana, uscita alquanto delusa dall’incontro con il ministro, ha spiegato anche come ci sia «l’assenza di indicazioni per il sistema 0-6 ed in particolare per gli asili nido», il tutto unito al «mancato stanziamento delle risorse aggiuntive». «Da ultimo», chiosa l’assessore all’Istruzione, «è sconfortante venire a sapere che, all’alba del 20 luglio, ancora non si è avviato l’iter per l’acquisto dei nuovi banchi che dovranno garantire il distanziamento nelle aule». Allo sconforto della Rizzoli, già fortemente indicativo della situazione, si aggiunge la rabbia di studenti e docenti, la protesta dei sindacati e lo sconcerto dell’assessore comunale, Paolo Limonta, «deluso» dall’ottimismo dell’Azzolina, visto che anche Milano deve fare da sé.
Un presidio di manifestanti ha accolto la Azzolina al suo arrivo all’istituto comprensivo «Riccardo» Massa dove la ministra dell’Istruzione ha deciso di fare una visita prima di partecipare al tavolo regionale lombardo per la ripresa dell’anno scolastico a settembre, dopo l’epidemia. «Come organizzazioni sindacali», spiegano in una nota congiunta Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola Rua, Snals, Gilda Unams della Lombardia, «abbiamo ribadito ciò che da tempo dichiariamo: vogliamo che la scuola a settembre riparta con tutti gli studenti e il personale in presenza a scuola, in sicurezza e tutela della salute. La questione tempo non è una variabile di poco conto». Affatto. E non è possibile risolverla con supplenti non laureati o con i banchi con le rotelle, ammesso che arrivino, di cui va parlando la ministra. «Tutti questi elementi, uniti anche al mancato stanziamento delle risorse aggiuntive», afferma l’assessore Rizzoli, «così come previsti nel documento per l’avvio dell’anno scolastico approvato lo scorso 26 giugno dal ministero, fanno temere il peggio per settembre».

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