In sei picchiano a sangue il capotreno poi partono indisturbati per le Canarie

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Hanno malmenato un capotreno con calci e pugni, spedendolo in ospedale. Poi sono subito partiti per Tenerife, come se nulla fosse accaduto. L’ennesima aggressione al personale ferroviario ha il sapore della beffa, perché i protagonisti della violenza, 6 ragazzi italiani, una volta identificati dalla Polaria, sono stati lasciati volare via per le vacanze estive da sogno.

L’episodio, denunciato dal sindacato Fit Cisl, è avvenuto ieri pomeriggio intorno alle 18 a bordo del treno Leonardo che collega la stazione Termini con l’aeroporto di Fiumicino. Alla richiesta del titolo di viaggio, due dei sei ragazzi, tutti sprovvisti del biglietto, hanno iniziato a discutere con il capotreno. La lite è presto degenerata. Il capotreno è stato colpito con calci e pugni dai due, prima di essere salvato dal macchinista, che lo ha portato all’interno della sua cabina.

La Polfer è stata avvisata immediatamente dell’accaduto. Ma i 6 ragazzi, una volta arrivati a Fiumicino, hanno fatto perdere le loro tracce. Ad individuarli, mentre si stavano imbarcando per Tenerife, sono stati gli agenti della Polaria. Che dopo l’identificazione, però, li hanno lasciati partire per l’isola. Nel frattempo, il capotreno, un 46enne con 15 anni di esperienza, è stato costretto a recarsi al pronto soccorso, dove è stato dimesso con una prognosi di 7 giorni per le ferite riportate sullo zigomo e sul volto. L’uomo ha potuto identificare i suoi due aggressori, che però si trovavano già beati sotto il sole delle Canarie.

Solo lo scorso 13 luglio, nel giorno dello sciopero, una giovane capotreno di 20 anni era stata aggredita alla stazione Termini, riportando 30 giorni di prognosi. L’aggressore non è ancora stato identificato. Per questo la rabbia dei sindacati di categoria è tanta. «In meno di una settimana assistiamo a due gesti inconcepibili, tutto questo deve finire», denuncia Fabio Bonavigo, responsabile del dipartimento Attività Ferroviarie e Servizi della Fit-Cisl del Lazio. “Il lavoratore, che si è difeso, aveva semplicemente sollecitato i passeggeri a regolarizzare il titolo di viaggio, ed è dovuto invece andare in ospedale. Va fatto tutto il possibile per evitare derive indegne e per fare in modo che le persone non debbano andare a lavorare temendo per la propria incolumità. Il 31 luglio avremo un incontro con la direzione regionale Lazio di Trenitalia, faremo in modo che nulla resti intentato”.

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