In vendita la casa dei poeti maledetti

In vendita la casa dei poeti maledetti

La Republica News
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LONDRA. A Londra già si parla di “ingiustizia poetica”. Perché la celebre casa nel quartiere di Camden, al numero 8 di Royal College Street dove nel 1873 per mesi vissero, si amarono e litigarono furiosamente due colossi maledetti della poesia francese come Paul Verlaine e Arthur Rimbaud è stata messa clamorosamente in vendita. Clamorosamente perché nessuno degli interessati lo sapeva. E le premesse erano ben altre. Ma l’altro giorno qualcuno ha visto quella bella casa georgiana del 1790 in vendita su uno dei più celebri siti di compravendita di immobili in Regno Unito, con l’annuncio che recita: “in questa bellissima casa hanno vissuto anche personalità stravaganti…”. Un pessimo scherzo? Niente affatto. Il problema è che il benefattore inglese che nel 2007 aveva comprato la villetta poco sopra il centro di Londra e che aveva promesso di ristrutturarla e donarla per farne una “casa della poesia” e centro culturale si è rimangiato la parola, senza dire niente a nessuno. “Da allora le associazioni con cui mi ero impegnato non mi hanno mandato neanche una volta gli auguri di Natale”, borbotta ora al Guardian l’oramai ex salvatore, il 76enne Michael Corby. Ma i motivi del dietrofront non sono di lesa maestà. Semplicemente, Corby negli ultimi anni pare abbia sofferto di vari problemi di salute che ne hanno limitato di molto la mobilità. Così, è ora costretto a cambiare casa e non può più permettersi di donare generosamente il numero 8 di Royal College Street. Che ha messo in vendita per la bellezza di 1,95 milioni di sterline, circa 2,2 milioni di euro. Shock da parte della Rimbaud and Verlaine Foundation, che ora ha chiesto ai suoi avvocati di valutare le prossime mosse. Il ceo dell’associazione Graham Henderson si è appellato persino a Bob Dylan, che ha musicato i loro versi: “Stiamo parlando di due leggende della poesia!”, ha detto, che in vita avevano sconvolto con il loro amore proibito e i “viaggi” a base di hashish, oppio e alcol. Possibile ora che tornino a tuonare anche le personalità della letteratura e dello spettacolo, da Julian Barnes a Patti Smith e Sir Andrew Motion, che all’epoca si erano spese pubblicamente per salvare il nido di amore e tormenti di Verlaine e Rimbaud da speculatori e altri investitori poco rispettosi della storia e della valenza culturale di quell’edificio. Anzi Barnes già lo ha fatto: “Spero tutti tornino sui loro passi, perché sarebbe una vergogna”.  Nelle cronache del tempo, è ancora intatto il ricordo di una delle risse più celebri dei due poeti amanti e terribilmente inquieti. Verlaine, che aveva lasciato moglie e figlio per amare il minorenne (ma a Londra già 19enne) Rimbaud, torna con la spesa dal mercato di Camden. Il giovane poeta lo offende, chissà perché, dalla finestra, allora l’amante dalla strada lo colpisce con un pesce appena comprato, fino a schiaffi, grida e bestemmie. Pochi giorni dopo i due se ne vanno a Bruxelles, dove Verlaine, accecato da gelosia, alcol e dall’amore impossibile, spara a Rimbaud, concludendo la folle e unica passione tra i due. Che ovunque ancora oggi seminano, come da vivi, polemiche e dibattiti, vedi quello in Francia in corso sull’eventualità di dedicargli un posto d’onore al Pantheon di Parigi. Del resto, lo diceva Verlaine stesso, “il poeta è un pazzo che si è perso nell’avventura”.


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