Inail, in sette mesi 677 morti sul lavoro. Con la ripartenza salgono gli infortuni

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MILANO – Sale il numero di denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Inail tra gennaio e luglio (sono state 312.762, +8,3% rispetto allo stesso periodo del 2020), scende quello dei casi mortali: sono stati 677 (-5,4%). In aumento le patologie di origine professionale denunciate, che sono state 33.865 (+34,4%).

Lo fa sapere lo stesso Istituto pubblicando gli open data dei primi sette mesi del 2021 e rimarcando che i dati mensili sono provvisori e fortemente influenzati dall’emergenza Coronavirus.

Confronti da prendere con le molle, dunque, perché come ricorda lo stesso Istituto i dati delle denunce mortali degli open data mensili, più di quelli delle denunce in complesso, sono provvisori e influenzati fortemente dalla pandemia da Covid-19, con il risultato di non conteggiare un rilevante numero di “tardive” denunce mortali da contagio, in particolare relative al mese di marzo 2020. Si fa notare, inoltre, che i decessi causati dal Covid-19 avvengono dopo che è intercorso un periodo di tempo più o meno lungo dalla data del contagio. Il numero di 677 morti sul lavoro nei sette mesi è comunque superiore ai dati del 2019 e del 2018, ultimi anni pre-pandemia.

Evidente sui dati anche l’effetto delle diverse modalità di lavoro: nei primi sette mesi del 2021 si vede un aumento a livello nazionale degli infortuni in itinere, occorsi cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro (+18,9%, da 33.204 a 39.480 casi), che sono diminuiti del 33% nel primo bimestre di quest’anno e aumentati del 66% nel periodo marzo-luglio (complice il massiccio ricorso allo smart working nello scorso anno, a partire proprio dal mese di marzo), e un incremento del 6,9% (da 255.669 a 273.282) di quelli avvenuti in occasione di lavoro, che sono calati del 10% nel primo trimestre di quest’anno e aumentati del 25% nel quadrimestre aprile-luglio.

Il numero degli infortuni sul lavoro denunciati è aumentato del 6,4% nella gestione industria e servizi (dai 249.499 casi del 2020 ai 265.499 del 2021), del 4,4% in agricoltura (da 14.797 A 15.450) e del 29,4% nel Conto Stato (da 24.577 a 31.813). In controtendenza rispetto all’aumento in tutti i settori produttivi è quello della sanità e assistenza sociale: nei primi sette mesi di quest’anno presenta una riduzione del 34,4% degli infortuni sul lavoro rispetto allo stesso periodo del 2020 (sintesi di un +163% del primo bimestre, di un -67% del periodo marzo-giugno e di un +3% a luglio) pur distinguendosi ancora per numerosità di eventi.

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