Incendi, il premier Draghi: “Ristori per aziende e persone. Ora un piano straordinario”

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Il governo segue con apprensione le vicende in tutte le aree del Paese interessate dall’emergenza incendi e metterà in cantiere un programma di ristori per le persone e le imprese colpite, insieme a un piano straordinario di rimboschimento e messa in sicurezza del territorio. Lo ha detto il premier Mario Draghi, a quanto rende noto Palazzo Chigi, nel corso di una telefonata al sindaco di Reggio Calabria Falcomatà, per esprimere la solidarietà e la concreta vicinanza del governo alla città metropolitana e in particolare alle comunità colpite dai roghi che stanno martoriando l’Aspromonte e che ad oggi hanno già causato 4 vittime.

“Il presidente Mario Draghi venga in Calabria a ferragosto a verificare lo stato disastroso in cui versa il territorio vessato dagli incendi”. Dopo l’ennesima notte di fiamme e di roghi, il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, si è appellato al premier per chiedere aiuto, supporto e attenzione per la provincia devastata dagli incendi che hanno già ucciso cinque persone, una a giugno, quattro negli ultimi sette giorni. “Montagne e colline continuano a bruciare – scrive il sindaco –  in queste ore si registrano enormi criticità nei comuni di San Luca, Cardeto, Roghudi, Roccaforte del Greco, Mammola, Gioiosa Jonica, Grotteria, San Giovanni di Gerace, Caulonia e Cittanova. Alcuni centri sono stati evacuati, diverse abitazioni rurali inghiottite dalle fiamme”.  

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In tutta la provincia gli interventi si contano a decine. Nell’area grecanica che da giorni lotta con vasto fronte di fuoco che ancora non si riesce completamente a domare. Nell’entroterra tra Mammola e Grotteria, dove la Piana di Gioia Tauro cede il passo all’Aspromonte che si allunga verso il versante jonico. A Cardeto, sulle pendici preaspromontane nei pressi di Reggio Calabria, dove un incendio di vaste dimensioni si allunga fino a Roghudi e Roccaforte del Greco. Tutti o quasi – è questo il sospetto – di origine dolosa. 

In tutta la provincia, diverse frazioni sono state evacuate, ma l’incendio non cede il passo e complici le temperature in rialzo e i capricci del vento gli interventi sono sempre più complicati. In più, ci sono le difficoltà proprie del territorio. L’Aspromonte, le sue pendici e le colline che gli si stendono ai piedi sono zone impervie e spesso difficili da raggiungere, a percorrerle non ci sono strade ma sentieri e mulattiere, intere zone sono completamente non antropizzate. Quando un incendio si sviluppa, decisivo è l’intervento di Canadair e mezzi aerei. Ma sono pochissimi e non bastano. Tre arriveranno nelle prossime ore dalla Francia. Ma il polmone verde che da secoli fa respirare il reggino sta soffocando fra le fiamme.  

A terra si lavora senza sosta per evitarlo. Da giorni, i turni sono saltati, non esistono né notti, né riposi e vigili del fuoco, personale dell’ente parco e di Calabria Verde, più i volontari della protezione civile lavorano fin quando le forze lo consentono.  

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Gli incendi che stanno imperversando in Calabria e che hanno interessato anche la pineta di Siano nel pomeriggio di ieri sono arrivate a lambire la Casa Circondariale di Catanzaro, che è stata circondata dalle fiamme e letteralmente invasa dai fumi di combustione. Provvidenziale è stata l’opera della Polizia penitenziaria, intervenuta in forze anche con donne e uomini liberi dal servizio e richiamati dai riposi e dalle ferie: sono stati messi in sicurezza i 600 detenuti che abitano il penitenziario del capoluogo di regione.

Da altre regioni sono arrivati uomini e mezzi, su richiesta della Prefettura anche l’esercito è stato mobilitato, ma gli uomini impegnati non bastano a fronteggiare il disastro. Altri 130 vigili del fuoco provenienti da Lazio, Lombardia, Toscana, Marche, Veneto, Emilia-Romagna – ha annunciato il sottosegretario all’Interno Carlo Sibilia – arriveranno in Calabria nelle prossime ore. Dal Viminale però, arriva anche una strigliata alla Regione “Siamo in emergenza roghi e ciò per le mancanze di chi ha la competenza della prevenzione e contrasto agli incendi boschivi sul territorio. La prevenzione – dice il sottosegretario –  va fatta in tempo di pace e non ad emergenza in corso”. 

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Mentre Canadair ed elicotteri, in azione dall’alba a quando il sole lo consente, continuano a sorvolare la zona e le squadre a terra lavorano per costruire piste tagliafuoco e per attaccare i roghi dal basso, divampa la polemica politica. “La Regione Calabria è fuori controllo, senza guida, in balia dello Stato. Gli incendi di questi giorni dimostrano che il disastro ambientale è responsabilità di piromani criminali, ma anche di politici che governano in Regione totalmente incapaci, travolti da indagini giudiziarie e impegnati solo ad assumere portaborse” dice il sindaco di Napoli e candidato governatore per la Calabria, Luigi De Magistris. Per la candidata del centrosinistra, Amalia Bruni c’è stato un “ritardo gravissimo, ingiustificabile” nella dichiarazione dello stato d’emergenza. “Tutti hanno capito da subito che ci trovavamo di fronte a un fatto epocale, a una furia distruttrice del fuoco che localmente non era possibile controllare. Solo il duo Occhiuto-Spirlì (il candidato governatore del centrodestra e il governatore facente funzioni, annunciato numero 2 in caso di vittoria della destra, ndr) e quello che resta della giunta sono andati avanti imperterriti a osservare che la Calabria bruciasse da nord a sud. Sono degli inetti e degli incompetenti”. La Regione solidarizza con le famiglie delle vittime e le comunità colpite, annuncia aiuti futuri e sul resto tace. 

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