Inchiesta sulla Lombardia Film Commission, i pm: i commercialisti della Lega “infiltrati” nei piani alti della politica

La Republica News

Se per “le reazioni alle contestazioni disciplinari di un direttore di filiale compiacente”, quello della Ubi di Seriate (Bergamo), i contabili della Lega Alberto Di Rubba e Andrea Manzoni “raggiungono subito i piani altissimi della politica a Roma nelle giornate del 26 e 27 maggio, allora è facilmente immaginabile la reazione e la capacità di inquinamento probatorio di persone tanto infiltrate nelle istituzioni”. E’ quanto scrivono l’aggiunto Eugenio Fusco e il pm Stefano Civardi nella richiesta di arresti domiciliari che è tra gli atti depositati sul caso Lombardia Film Commission. I pm fanno riferimento al “riservato incontro tenutosi in Roma” a fine maggio e a “fibrillazioni ai piani alti della politica”.Di Rubba e Manzoni, entrambi ex tesorieri della Lega in Parlamento, sono stati arrestati tre giorni fa insieme a Arturo Maria Scillieri, nel cui studio è stata registrata la lista “Lega per Salvini Premier” e a una quarta persona Fabio Giuseppe Barbarossa (cognato di Scillieri). A tutti sono stati contestati a vario titolo i reati peculato, turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte in riferimento alla presunta compravendita gonfiata della sede di Lombardia film commission che ha garantito ai tre commercialisti un incasso di 800mila euro di fondi pubblici.


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