Inchieste, governo, omofobia, Matteo Renzi a RepubblicaTv: “Io indagato? Sono tranquillo”. E sul Green pass: “D’accordo con Macron”

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Le inchieste per finanziamento illecito. Il ddl Zan. Il futuro di Italia Viva e quello del governo Draghi. Il leader di Iv Matteo Renzi in diretta con RepubblicaTv affronta i temi politici (e non solo) del momento.

Risponde subito alle domande sulle inchieste che lo coinvolgono: dai finanziamenti alla fondazione Open agli affari con il manager Presta fino alle conferenze ad Abu Dhabi. “Io sono assolutamente tranquillo, perché so di non aver fatto niente di illegale: sono certo della correttezza di quello che abbiamo fatto, ho agito con trasparenza”.

Il caso

Quelle indagini che tengono Renzi sulla graticola: “Ma a me nessuno fa paura”

Sul ddl Zan non cambia idea. E ribadisce: “È meglio fare due modiche e approvare la legge piuttosto che non farla proprio”. Ricorda i punti su cui bisogna fare interventi: 1 (identità di genere), 4 (libertà di espressione) e 7 (giornata nazionale contro l’omofobia). Sono modifiche “richieste da Arcilesbica, da Se non ora quando, dalle femministe di sinistra. Lo facciamo l’accordo, oppure pur di accontentare la bandierina ideologica del Pd non facciamo la legge? Il problema non è Italia viva, noi abbiamo salvato due volte la legge. La responsabilità politica è solo ed esclusivamente di quel gruppo del Pd che continua a fare muro contro muro”, incalza Renzi. E fa un confronto con la legge Scalfarotto che secondo Renzi offre più garanzie del ddl Zan “il problema è che c’è l’ideologia, i numeri non ci sono perché a scrutinio segreto si perdono sempre i numeri. Chi conosce i numeri del Parlamento sa che è meglio trovare un accordo”. E parla della discussione in questi giorni al Senato: “Quelli che ieri indossavano le mascherine arcobaleno, i 5S, sono quelli che dopo una inportante telefonata di un cardinale del mezzogiorno, l’altra volta sulle unioni civili si astennero anziché votare a favore con noi. Io ho capito il trappolone e ho messo la fiducia – attacca il leader di Iv – Meno male perché c’è la legge sulle unioni civili. La politica è per chi è competente, studia e conosce le carte. Tenetevi gli slogan, sono in una fase delle mia vita in cui non sopporto l’ipocrisia”.

Ai lettori di Repubblica che chiedono se si stia spostando a destra, il leader di Italia viva risponde: “Non è cosi. Io non sono andato a destra: mai. Io sono di destra mentre è di sinistra chi come Conte ha chiuso i porti. Io sono quello che ha fatto la battaglia per la flessibilità in Europa mentre sempre Conte e Di Maio andavano dai gillet gialli. Noi siamo quelli che hanno avuto sempre le proprie idee e lo abbiamo confermato. Italia viva è sempre al suo posto. Sulla prescrizione, reddito di cittadinanza noi non abbiamo mai cambiato idea. Ma chi ha votato Pd nel 2018 ha votato per queste cose qui, no per andare a fare il reddito di cittadinanza con i grillini o la prescrizione come vuole Bonafede”. E ancora. “La faccia contro Salvini ce l’ho messa io, e non prendo lezioni da chi ha fatto un governo con Salvini, ossia il Conte1”, ha commentato Renzi puntando il dito contro i grillini.

È ancora incerto se votare i refendum sulla Giustizia portati avanti da Lega e Radicali. “Una cosa è certa però che io dalla parte dei Radicali sulla giustizia ci sarò sempre”, osserva l’ex premier. E sulle violenze nel carcere di Santa Maria Capua Vetere all’indomani della visita di Draghi e Cartabia, Renzi commenta: “Lo scandalo di quella mattanza ha tre responsabili politici: il giudice Basentini che ha fatto il capo del Dap, il ministro Bonafede e l’ex presidente del Consiglio Conte che respinse la mia richiesta in Aula di cacciare Basentini. Questa è la verità dei fatti”.

Tornando al rapporto con la destra e all’elezione del prossimo presidente della Repubblica. Che profilo dovrebbe avere questo candidato per ottenere i consensi di entrambi gli schieramenti? “Io ho detto proprio in un’intervista a Repubblica che non decido io che la destra deve eleggere il capo dello Stato, ma esiste la matematica. Nella storia della seconda Repubblica si è votato per il presidente quattro volte: nel 1999 con D’Alema e Veltroni che proposero Ciampi, nel 2006 Napolitano alla quarta votazione ce la fece per un soffio; nel 2013 ci furono i franchi tiratori contro Marini e Prodi e si arrivò alla elezione di Napolitano e nel 2015 eletto Sergio Mattarella su mia proposta. Quattro presidente proposti dal centrosinistra. Ora io sarei molto felice se sarà eletto un presidente che viene dalla mia area politica ma, a differenza delle altre quattro volte precedenti, il partito di maggioranza in Aula non siamo più noi, e non l’ho deciso io. È la realtà, con il centrodestra che parte dal 46 per cento – ragiona Renzi – Allora quando sarà il momento credo che convenga a tutti fare un nome comune. Non voglio far scegliere il presidente della Repubblica alla destra ma senza la destra non si elegge perché nel restante 54 per cento c’è una divisione profonda nei grillini. Vorrei arrivare a un equilibrio politico a febbraio 2022. Ora abbiamo Mattarella che apprezziamo per l’autorevolezza del suo ruolo e, da dopo domenica, anche per la sua simpatia con cui ha esultato al gol di Bonucci”.

E a proposito degli Azzurri campioni d’Europa, Renzi trova “assurda” la polemiche del giorno dopo sul pullman scoperto che ha transito per le vie del centro di Roma. “È ovvio che quando l’Italia vince gli Europei la gente vuole scendere in piazza a festeggiare. Ed è naturale purtroppo che il contagio da Covid va aumentando a prescindere dal passaggio del bus, perché i casi stanno già crescendo per la variante Delta ma l’importante è tenere sotto controllo il numero degli ospedalizzati, i numeri delle terapie intensive e il numero dei decessi. E ovviamente vaccinare, vaccinare come se non ci fosse un domani”. Il Green pass obbligatorio in Francia per entrare in bar, ristoranti, centri commerciali, potrebbe aiutare? “Io sono d’accordo con Macron, chi è vaccinato entra dove gli pare e chi non lo è deve avere delle regole diverse”.

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