Inflazione, novembre a +3,7%: top dal 2008. Draghi sulle bollette: “Da governo 3,8 miliardi, pronti a metter di più”. Un anno in più per il mercato tutelato

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MILANO – Leggera revisione al ribasso per l’inflazione, rispetto alla stima preliminare, ma nella sostanza cambia molto poco: la corsa dei prezzi al consumo in Italia ha accelerato a novembre, segnando un record dal 2008, soprattutto a causa dei prezzi energetici. Una rilevazione che arriva mentre il governo lancia un nuovo intervento da 3,8 miliardi per sterilizzare almeno in parte l’effetto sulle bollette di famiglie e imprese.

Draghi sulle bollette: “Chi ha guadagnato compartecipi”

Ma è sempre più evidente che questa posta, seppur corposa, faticherà ad esser sufficiente. D’altra parte il prezzo del gas continua a segnare livelli record e alcuni nell’esecutivo già fanno capire che di questo passo non si può andare avanti a metter pezze: “Valutiamo come aumentare la quota di produzione nazionale del gas, a parità di consumi interni, riducendo le importazioni”, dice Roberto Cingolani. Lo stesso premier Draghi, parlando alla Camera, ha anticipato che il governo è pronto a metter altri soldi sul piatto: “La nostra priorità è limitare la volatilità dei prezzi dell’energia, che rischia di avere un impatto significativo sui bilanci delle famiglie e delle imprese – ha detto – In particolare, vogliamo proteggere le fasce più deboli della popolazione, che risentono maggiormente di questi aumenti”. “Da giugno ad oggi – ha aggiunto in particolare sulle bollette – il Governo ha stanziato più di 4 miliardi di euro per contenere l’incremento delle tariffe: 1,2 miliardi a giugno e più di 3 miliardi a settembre. Per l’anno prossimo, abbiamo previsto di spendere altri 3,8 miliardi, e siamo pronti a aggiungere altre risorse se l’andamento dei prezzi non dovesse stabilizzarsi”.

Draghi ha quindi ribadito che bisogna separare l’emergenza dai trend strutturali: contro il caro bollette ci sono “stanziamenti imponenti, di misura mai vista prima, orientata a sollevare i più deboli dal rincaro dell’energia. Questi stanziamenti non possono andare avanti all’infinito quindi serve una soluzione strutturale e occorre fare una riflessione sul meccanismo di prezzo dell’energia”. “In Europa è iniziata una riflessione in cui parte attiva è Cingolani. E’ difficile pensare a una riflessione strutturale che non chiami alla partecipazione dei costi comuni chi ha maturato profitti” dal rialzo del gas.

Un anno in più per il mercato tutelato

Intanto si profila un nuovo rinvio per la fine del mercato tutelato.  La scadenza del servizio di maggior tutela prevista per il 31 dicembre del 2022, con il passaggio obbligato al mercato libero dal primo gennaio 2023, lascia il posto ad un regime transitorio in cui i clienti domestici potranno rimanere ‘tutelati’ fino al primo gennaio 2024, garantendo così un percorso di uscita graduale. E’ la maggiore novità contenuta nell’emendamento al decreto Recovery firmato dal capogruppo M5S alla Camera, Davide Crippa, riformulato nel corso dell’esame in Commissione Bilancio e approvato nella seduta odierna

I prezzi dell’Istat

Restiamo ai dati dei prezzi. L’Istat ha rivisto dunque al ribasso le stime di inflazione. Nel mese di novembre si stima che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registri un aumento dello 0,6% su base mensile e del 3,7% su base annua (da +3,0% del mese di ottobre). La stima preliminare era +3,8%. L’ulteriore accelerazione, su base tendenziale, dell’inflazione è ancora una volta dovuta in larga parte ai prezzi dei Beni energetici (da +24,9% di ottobre a +30,7%) e, in particolare, a quelli della componente non regolamentata (da +15,0% a +24,3%). Commenta infatti l’Istituto che l’inflazione si porta “a un livello che non si registrava da settembre 2008 e continuando a essere sostenuta soprattutto dalla crescita dei prezzi dei Beni energetici, con l’accelerazione della componente non regolamentata che segue quella della componente regolamentata registrata a ottobre”.

Ecco perché il gas ha toccato i massimi storici e fino a quando saliranno le bollette

Anche i prezzi del cosiddetto “carrello della spesa”, che include Beni alimentari, per la cura della casa e della persona, registrano a novembre un’accelerazione tendenziale (da +1,0% a +1,2%). Più sostenuta l’accelerazione dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +3,1% a +3,7%). La precedente stima dei prezzi del “carrello della spesa” era di +1,4% mentre per i prodotti ad alta frequenza di acquisto era di +3,8%.

Subito il Codacons è andato a far di conto parlando di un “massacro” che – sul totale dei consumi della famiglia – vale un +1.137 euro annui. “Si tratta del tasso di inflazione più alto degli ultimi 13 anni, un andamento al rialzo che avrà pesanti effetti sui consumi delle famiglie – afferma il presidente Carlo Rienzi – Il forte incremento dei listini al dettaglio avrà conseguenze negative sulla spesa di Natale, riducendo gli acquisti delle famiglie legati alla festività: come già previsto dalle indagini del Codacons e confermato dalle organizzazioni dei commercianti, caleranno quest’anno numero ed entità dei regali, e ci sarà una forte contrazione della spesa nel settore dei viaggi di fine anno, proprio come reazione al forte rialzo di prezzi e tariffe in tutti i settori”.

Toni non meno aspri dall’Unione nazionale dei consumatori, che parla di una “Caporetto dei consumi” e “di una stangata che rallenterà la ripresa in corso”. “Ecco perché il Governo, invece di continuare con il balletto delle cifre su quanto intende stanziare per bloccare i prossimi aumenti di luce e gas, prima 1 miliardo, poi 2, poi 2,8, ieri 3,8, oggi Draghi dice che sono pronti ad aggiungere altre risorse, dovrebbe bloccare i rincari, senza se e senza ma”, attacca il presidente Massimiliano Dona.

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