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Ingegnere sequestrato ad Haiti, chiesti 500mila dollari di riscatto. “Ha urgente bisogno di farmaci”

La Republica News
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I rapitori di Giovanni Calì, l’ingegnere di Catania sequestrato ieri a Port au Prince ad Haiti, si sono fatti vivi e hanno chiesto un riscatto tra i 400 e i 500mila dollari per la liberazione dell’ostaggio. Sin dai primi momenti dopo il sequestro gli investigatori avevano battuto la pista di un’azione a fini estorsivi, e la richiesta ricevuta nella giornata di oggi – confermata a Repubblica da fonti altamente qualificate – avvalora tale ipotesi. Calì – per altro – non sarebbe nemmeno l’unico soggetto rapito nell’azione di due giorni fa, con lui sarebbe caduto nelle mani del gruppo armato anche un altro operaio locale della Bonifiche Spa. 

Haiti, rapito ingegnere italiano. Il sequestro per fini estorsivi

Non è ancora chiaro come i rapitori abbiano avanzato la loro richiesta, attraverso quali canali e in che modalità. A quanto pare i contatti sarebbero stati due, uno diretto attraverso  la famiglia dell’opeaio sequestrato insieme a Calì, e uno con il suo socio locale. Ma su questo non ci sono conferme.

La difficoltà a stabilire un contatto certo e diretto con il gruppo armato è una delle difficoltà principali per gli uomini della nostra intelligence, in questa delicata fase della trattativa. Tanto che la Farnesina sta valutando l’ipotesi di ricorrere ad un mediatore locale. Una strategia consigliata agli italiani direttamente dalle autorità di Port au Prince.

Il mediatore sarebbe utile anche perché è accertato che Calì soffre di pressione alta, e in una forma molto acuta, e per questo ha immediato e urgente bisogno di farmaci.

Il sindaco di Catania, Salvo Pogliese, da questa mattina è in contatto coi familiari dell’ingegnere.  “Conosco da parecchi anni Vanni Calì, il suo signorile tratto umano e la grande competenza professionale – ha detto pogliese-. Un episodio che lascia sgomenti per cui auspichiamo una rapida soluzione, affinchè il professionista, molto noto a catania, possa presto riabbracciare i suoi familiari comprensibilmente angosciati e rasserenare i tanti suoi amici, preoccupati da questa incresciosa vicenda”.



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