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Inghilterra, Guardiola contro la Superlega: “Non è più sport”. E Chelsea e City forse ci ripensano

La Republica News
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LONDRA – Montano le proteste del mondo del calcio contro il progetto della Superlega, soprattutto in Premier League e due club inglesi, probabilmente Chelsea e Manchester City, starebbero pensando di riconsiderare il proprio coinvolgimento. Secondo alcune voci raccolte dal Times e dal Guardian, che citano fonti interne alla Federcalcio inglese, i dirigenti dei due club inglesi nelle ultime ore avrebbero manifestato dubbi e preoccupazioni sulla scelta di andare allo scontro aperto con le autorità calcistiche. Non escludendo una clamorosa retromarcia. Un’ipotesi, quest’ultima, smentita dalla Bbc, che liquida le indiscrezioni circolate come tentativi di destabilizzare il fronte ribelle. Intanto 55 associazioni aderenti alla Uefa, in chiusura dei lavori del Congresso che si è tenuto a Montreux, in Svizzera, hanno approvato all’unanimità una dichiarazione di condanna della Superlega. “Noi siamo il calcio europeo, loro no – ha dichiarato il presidente Uefa Aleksander Ceferin -. Qualunque cosa accada, il calcio porterà gioia ed emozione alle persone. Il calcio non è avidità, il calcio è passione”.

Guardiola: “Non è più sport”

Anche Pep Guardiola, manager del Manchester City, ha bocciato l’iniziativa: “La Superlega non è sport”. Lo spagnolo critica il sistema chiuso a inviti che caratterizza la nuova controversa competizione. “Quando non esiste relazione tra l’impego e il risultato, non è più sport – ha dichiarato il tecnico catalano alla vigilia della partita di Premier contro l’Aston Villa -. Ma stiamo parlando solo di un comunicato. Sono altre le persone che devono chiarire, che hanno l’obbligo e il dovere di uscire allo scoperto al più presto e di spiegare a tutto il mondo quale è la situazione e il perché della loro decisione. L’Ajax ha vinto quattro o cinque Coppe dei Campioni e non c’è? Devono spiegarlo a tutti noi”. Guardiola poi ha aggiunto: “Arrivati a questo punto, la Uefa ha fallito. Devono darci chiarimenti. Abbiamo lottato per ottenere cinque titoli nella stagione più dura di sempre a causa della pandemia e le persone hanno combattuto per se stesse. Tutti stanno lottando in questa situazione. Dobbiamo andare avanti insieme il più possibile, ma allo stesso tempo, non essere cinici. Ognuno pensa a se stesso, anche la Uefa”. Duro comunicato invece da parte dell’Everton che, in sostanza, accusa i club separatisti definendoli “traditori”.

Serie A, Pioli non commenta, Pirlo appoggia l’iniziativa

In Italia, il tecnico del Milan Stefano Pioli ha dribblato le domande riguarda la Superlega: “Ascolto i consigli del mio club che mi ha chiesto di focalizzarci sul lavoro e sul presente. Su quello che sarà il futuro si vedrà. Ma non è questo il momento di pensare ad altro”. L’allenatore della Juventus, Andrea Pirlo, invece ha detto: “È uno sviluppo per il mondo del calcio, ci sono stati cambiamenti in questi anni: è cambiato tutto, è una novità ma non sono io il più adatto a spiegare, saprà meglio il presidente cosa stanno facendo”.

Zidane: “Riguarda il mio presidente”

In Spagna, ha parlato Zinedine Zidane, allenatore del Real Madrid: “La Superlega? Ho una mia opinione ma non ve la dico. E poi è una questione che riguarda un’altra persona, il mio presidente. E’ lui che se ne occupa, io sono qui per parlare della partita contro il Cadice, e non di altro. Il resto non fa parte del mio lavoro”.



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