Inghilterra, polemiche per la nuova legge sui senzatetto: “Rischio carcere per chi puzza”

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LONDRA – I senzatetto in Inghilterra e Galles potranno presto essere arrestati “se puzzano”? Secondo le associazioni umanitarie e una folta schiera di decine di deputati conservatori ribelli, sì, il rischio c’è. Dunque, costoro chiedono al primo ministro Rishi Sunak di cambiare il disegno di legge della Criminal Justice Bill, prima che il Parlamento di Westminster riapra dopo la pausa pasquale.

La legge contro il vagabondaggio

Ma come si è arrivati a questo? Il primo paradosso è che in Inghilterra e Galles è ancora parzialmente in vigore il “Vagrancy Act”, una legge dell’età georgiana contro il vagabondaggio vecchia di due secoli. Approvato nel 1824 dopo la fine delle guerre napoleoniche quando le strade di Londra e delle altre principali città vennero invase da senzatetto, come militari e soldati appena destituiti dall’esercito, operai “appiedati” dalla rivoluzione industriale e un crescente flusso di migranti da Scozia e Irlanda, il Vagrancy Act criminalizza ancora oggi il dormire all’addiaccio e l’accattonaggio. Tanto che, dal 2018 al 2022, i dati statistici parlano di 3.800 persone arrestate in base a questa legislazione di duecento anni fa.

Ora, come già promesso nel 2021, il governo conservatore vuole finalmente cancellare e superare il Vagrancy Act. Il problema, secondo i suoi critici, è che il nuovo disegno di legge “Criminal Justice Bill” potrebbe andare persino oltre quella vecchia legislazione. Nell’attuale bozza che dovrà essere votata alla Camera dei Comuni la prossima settimana, si legge infatti che “la polizia avrà i poteri per agire contro i senzatetto che recano disturbo”. Ma cosa si intende per disturbo? La definizione è molto ampia. Si va infatti dai “danni ambientali” ai “rumori molesti, cattivi odori, immondizia o depositi di spazzatura”.

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Cosa rischiano i senzatetto

I senzatetto, in questi casi, potrebbero essere condannati a pagare multe fino a 2.500 sterline (circa 3mila euro) e, in taluni casi, rischierebbero anche l’arresto. Una legge pensata dall’ex ministra dell’Interno, il falco Suella Braverman, che in passato ha addirittura definito il vagabondaggio talvolta “una scelta di vita” e che si è dimessa nel novembre scorso in disaccordo con la linea del primo ministro Rishi Sunak su immigrazione e ordine pubblico, da lei considerata troppo soft.

In teoria, secondo i critici della Criminal Justice Bill, un clochard potrebbe essere arrestato qualora “puzzasse troppo”. Il governo Sunak smentisce e assicura che la legge è semplicemente destinata a tutelare l’ordine e il decoro pubblico, destinando alle sistemazioni temporanee per i senzatetto oltre 2 miliardi di sterline per i prossimi anni. Ma queste rassicurazioni non hanno convinto in molti.

Critiche anche dai tories

In primis, all’interno dello stesso partito del primo ministro, una quarantina di tories ribelli capeggiati dal deputato Bob Blackman, che sulle pagine del Telegraph accusa: “La definizione di “disturbo” è troppo vaga, e non ha alcun senso. Come si può punire il puzzo, se queste persone molto spesso non hanno alcuna possibilità di lavarsi?”. Il Labour Party: “Invece di risolvere i problemi veri del Paese, il governo pensa a criminalizzare chiunque puzzi”. E Francesca Albanese della ong “Crisis”: “Minacciare le persone con multe e il carcere per il loro aspetto o odore, farà sì che saranno aiutate sempre di meno”.

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