Innovazioni tecnologiche per la sostenibilità delle Pmi: aperta la caccia alle startup da parte di Meta e LVenture

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Per otto Piccole e medie imprese italiane su dieci, la sostenibilità è una priorità per il proprio business. Ma dalle priorità alla pratica il passo è lungo e solo in poche riescono a muoverlo: il 69% ha bisogno di fondi per intraprendere azioni a favore del clima, più di sei su dieci si sono mosse in ritardo su questo fronte perché mancano competenze e conoscenze in casa. Una risposta arriva dalla tecnologia. E, quindi, da chi fa innovazione proprio orientata alla sostenibilità: le startup.

E’ su queste basi che Meta e LVenture Group, insieme a Legambiente e Giovani imprenditori di Confcommercio, lanciano una challenge per selezionare cinque startup che abbiano una tecnologia o un servizio già maturo e si possano affiancare alle Pmi per aiutarle proprio nel salto tecnologico e sostenibile. Un’accoppiata che, secondo un’analisi di Unioncamere e del Centro studi Tagliacarne, offre alle imprese una crescita di produttività che può arrivare fino al 14%, o al 17% quando agli investimenti nella duplice transizione si accompagnano quelli nel capitale umano attraverso l’attività di formazione.

L’attenzione globale sul tema è alta. Gli investimenti di Venture Capital in startup che affrontano le sfide imposte dal cambiamento climatico e la transizione green hanno raggiunto la cifra record di 47 miliardi di dollari nel 2021. Un trend che in Europa sta proseguendo, a dispetto della contrazione degli investimenti a livello globale, con una crescita del 14% anno su anno. Il cosiddetto Climate tech è assolutamente vivace anche per l’innovazione italiana. Basta pensare che siamo la settima nazione a livello globale per numero di aziende nel settore (se ne contano oltre 2.100) e che gli investimenti di Venture capital hanno concentrato la loro potenza di fuoco proprio in questo settore, superando i 310 milioni di euro nel terzo trimestre del 2022.

“L’idea di questo progetto è molto semplice”, spiega Angelo Mazzetti, head of policy di Meta. “La transizione digitale e sostenibile è la grande sfida della nostra società ed economia. C’è grandissima consapevolezza da parte delle imprese, ma allo stesso tempo ci sono difficoltà nel perseguirla. Ma le tecnologie non nascono dal nulla: vanno trovate, supportate, fatte crescere e quindi rese utili al mondo produttivo. Con questa iniziativa possiamo aiutare le Pmi a trovare queste tecnologie, che siano loro funzionali”.

La challenge (GREEN?R è il titolo) prevede tre aree di intervento. “Reduce“, che riguarda la riduzione delle inefficienze delle imprese abilitando il risparmio energetico; “Reuse“, ovvero favorire l’economia circolare, in particolare guardando a soluzioni dedicate al settore Fashion; “Recycle“, cioè implementare la soluzione delle problematiche connesse allo smaltimento dei rifiuti. Luigi Capello, ceo di LVenture, spiega l’iter: “Con la collaborazione di Legambiente e Giovani imprenditori di Confcommercio selezioneremo 5 startup che possano avere impatto diretto sulle Pmi italiane. Di queste, dopo una iniziale scrematura a una short list di tre società innovative, arriveremmo a individuarne due che riceveranno supporto finanziario e dal punto di vista pubblicitario”. L’obiettivo ultimo, comunque, è l’integrazione con le stesse Pmi delle soluzioni tecnologiche offerte della startup.

La chiamata alle startup sarà aperta fino al 22 gennaio 2023: potranno presentare la propria candidatura direttamente online al sito internet www.greenercall.com. Per essere immediatamente operativi ed efficaci, l’invito a candidarsi riguarda società che abbiano già raggiunto un certo grado di maturazione. “Non cerchiamo idee futuristiche, ma soluzioni di problemi reali con tecnologie che siano già state validate dal mercato”, spiegano Mazzetti e Cappello. Dovranno cioè rispondere a tre requisiti: Aver ricevuto almeno un investimento di tipo seed da parte di almeno un investitore professionale; Dimostrare una prima traction sul mercato nella validazione per prodotto o servizio innovativo; Aver già collaborato con aziende e PMI italiane. Prioritari, nel processo di selezione delle startup, sarà l’applicabilità delle soluzioni nei settori produttivi Retail & GDO, Food, Pharma, Fashion & Luxury e Mobility & Logistics. Una ulteriore spinta potrà arrivare dal fatto di esser aziende che risolvono problematiche relative al: packaging; riciclo degli scarti e smaltimento consapevole; all’efficientamento dei processi produttivi in termini di sostenibilità e consumo energetico; alle modalità di spostamento delle merci e delle persone per ridurne l’impatto ambientale.

“Se giovani e sostenibilità sono due parole che si tengono insieme, il ponte che le unisce è indubbiamente il tema del futuro. Con questo spirito Confcommercio Giovani Imprenditori sostiene un’iniziativa che da una parte premia l’innovazione per tradurla in sostenibilità e, dall’altra parte, propone e diffonde modelli sì vincenti, ma anche accessibili anche alle imprese di dimensioni piccole e medie. Questa è la sostenibilità che ci piace: innovativa, accessibile, diffusa”, la dichiarazione di Andrea Colzani, Presidente nazionale Giovani Imprenditori Confcommercio, in occasione del lancio dell’iniziativa. “In un mondo in cui le crisi e le tensioni sono in costante aumento, è fondamentale saper riconoscere e valorizzare quelle realtà, a partire dalle più giovani, che investono il proprio tempo e la propria ricerca a beneficio dell’ambiente e della società. La transizione ecologica è una sfida che ci investe tutti a diversi livelli, che necessita di concretezza e coraggio per essere affrontata e in cui l’innovazione giocherà un ruolo decisivo per il successo”, ha dichiarato Giorgio Zampetti, Direttore Generale di Legambiente.

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