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Inter, Marotta: “Spero che Conte resti, non c’è un piano B”

La Republica News
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Lo ha voluto, lo ha portato a Milano e ora lo coccola. Per Beppe Marotta, il merito dello scudetto “è in grandissima parte di Antonio Conte, che ha portato quei valori importanti nello sport, li ha trasmessi a questi ragazzi”, ha detto l’amministratore delegato dell’area sport nerazzurra a Sky. Ed è tornato a parlare di cosa accadde due anni fa, quando maturò la scelta di chiamare l’ex ct sulla panchina dell’Inter: “Prendemmo una decisione impegnativa, perché avevamo Spalletti che è un ottimo allenatore. Ma ho proposto alla società Antonio Conte perché credevo fosse l’allenatore giusto nel posto giusto al momento giusto”. Marotta ha poi sottolineato come l’allenatore sia stato in grado di far crescere i giocatori in rosa: “Nessuno di loro aveva vinto il titolo tranne Vidal. Anche Lukaku era emozionato in aereo di ritorno da Crotone, è un traguardo straordinario per tutti”. E sul fatto che l’ex ct guadagni più di 12 milioni netti a stagione, ha detto: “Meglio un allenatore bravo che costi tanto che prendere un giocatore in più con un allenatore scarso”. Quanto al futuro, “il sogno per l’anno prossimo è vincere di nuovo lo scudetto, perché vorrebbe dire portare all’Inter la seconda stella”.

LO SPECIALE SCUDETTO

“Spero Conte resti, un piano B non c’è”

Marotta ha ribadito stima e fiducia all’allenatore anche intervenendo alla trasmissione Radio Anch’io Sport di Radio Rai. “Al cento per cento spero che Conte resti, abbiamo cominciato un ciclo. Ci siederemo con lui e con la proprietà (per parlare di futuro Ndr) ma c’è un giusto e sano ottimismo”. E per rafforzare il concetto ha detto che per la panchina dell’Inter “un piano B non c’è”.

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“Superlega nata con tempi e modalità sbagliati”

Quanto alle sorti societarie del club, l’ad ha confermato che “l’obiettivo è arrivare ad un accordo con un partner per far arrivare investimenti necessari”. Guardando al rinnovo della rosa, alla domanda sulla permanenza come titolare di Samir Handanovic, ha detto: “Samir è il nostro portiere e capitano, ma noi abbiamo il dovere di guardare avanti e al futuro per rendere la rosa più forte”. Infine, è tornato a parlare della breve vita del progetto Superlega, accantonato dopo appena 48 ore dell’annuncio del torneo: “Sicuramente è nata con tempi e modalità un po’ sbagliati. Ma questo calcio va rivisto. Il modello esistente non garantisce sostenibilità. Si può vincere spendendo meno, gli stipendi dei giocatori non sono più sostenibili”.

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