Intercettazioni negate, salva la banda che rapinò l’ex bianconero Claudio Marchisio

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C’era una possibile pista per individuare la banda di cinque rapinatori che il 29 ottobre 2019 aveva fatto irruzione a casa di Claudio Marchisio puntando una pistola contro l’ex calciatore e la moglie per farsi consegnare denaro e gioielli. Indizi, che si concentravano su alcune persone individuate grazie a un paziente esame delle immagini di videosorveglianza del villaggio residenziale I Cavalieri, a Vinovo. Ma quella pista è stata soffocata per ben due volte, tanto che la procura alla fine ha dovuto arrendersi e chiudere il caso sfociato in un’archiviazione.

Gli indizi su una banda

È stato il gip a negare, entrambe le volte, la possibilità di attivare i telefoni dei sospettati: un gruppo di sei persone, tutte dell’Est e con precedenti penali, che si erano mosse in un arco temporale compatibile con quello della rapina, e che potevano forse aver fatto sopralluoghi nei giorni precedenti. Incrociando i dati delle celle telefoniche alle immagini ricavate dalle tante telecamere, gli inquirenti avevano ristretto il cerchio su sei nomi, collegati ad altrettante utenze. Ma quegli indizi sono stati valutati dal un gip troppo flebili per intromettersi nelle loro conversazioni private.

Marchisio e la moglie, l’ex tennista Sinopoli 

Senza prove, senza possibilità di corroborare ulteriormente quelle prime ipotesi investigative, al pm Giuseppe Drammis, che procedeva con l’accusa di rapina aggravata, non è rimasto che interrompere le indagini rimaste senza sbocco. Nella speranza che prima o poi i rapinatori commettano qualche errore o vengano individuati grazie ad indagini su altri colpi, non necessariamente in quella zona, ma riscontrando analogie o uguali obiettivi.

Il colpo a casa Dybala

Come nel caso di Marchisio, anche per il furto a casa di Dybala, i ladri avevano forzato una finestra al piano terra nella notte tra martedì e mercoledì 20 ottobre. Mentre però l’ex calciatore della Juventus era in casa, sul divano, intento a guardare la tv con la moglie, e si era quindi trovato faccia a faccia con i suoi aggressori armati, nel recente caso dell’attaccante bianconero, lui non c’era. Ad accorgersi che la sua villa a Moncalieri era stata svaligiata, era stata la vigilanza che aveva notato movimenti sospetti e dato l’allarme. La lista dei furti subiti dai campioni bianconeri annovera anche Mauro German Camoranesi ( nel dicembre 2017 i ladri avevano depredato la sua villa a Moncalieri portando via un bottino di 100 mila euro). A gennaio 2020 era toccato al centrocampista Weston McKennie, nella sua casa in collina, in strada Valpiana. Come nel caso di Dybala, i ladri erano entrati in azione mentre lui era in trasferta. E avevano portato via scarpe, vestiti firmati e altri oggetti di valore.

Paura per Claudio Marchisio: rapinatori fanno irruzione in casa di notte, rubati denaro e gioielli

Minacce con la pistola

A casa di Marchisio, i rapinatori cercavano la cassaforte: avevano puntato la pistola contro la moglie e lo avevano costretto a consegnare collane, bracciali, anelli e vestiti firmati. “Sono juventino, non vi farei mai del male. Diteci dove sono i gioielli ” gli avevano intimato i rapinatori, che, secondo l’ex centrocampista ” parlavano italiano ma con accento straniero”. Ed era stato lui stesso a dare la notizia con un post su facebook: “Se entri nella casa di una persona per derubarla sei un delinquente. Se punti la pistola al volto di una donna sei un balordo”.

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