ioleggoperche nove giorni per donare libri alle scuole

#ioleggoperché, nove giorni per donare libri alle scuole

La Republica News
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Non ci saranno gli assembramenti davanti agli scaffali, mancheranno le file fuori dalle librerie, ma non è mai stata presa in considerazione l’idea di rinviare questa edizione di #ioleggoperché che, per il quinto anno consecutivo, da sabato 21 novembre, per nove giorni, consentirà a chi lo vorrà di donare un libro (o anche di più) alla propria scuola del cuore. Sì perché le donazioni potranno essere fatte anche a distanza: sono oltre 13mila le scuole che hanno aderito all’iniziativa, per due milioni e mezzo di alunni, e oltre 2.500 le librerie dove sarà possibile acquistare i libri da regalare (oltre mille quelle che consentono di fare la donazione online). “Sarà ovviamente un’edizione diversa dalle altre, come tutto è diverso in questa stagione di emergenza”, ha detto anche il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini alla presentazione (in streaming) di un’iniziativa che, in quattro anni, ha portato oltre un milione di libri nelle biblioteche delle scuole di tutta Italia, dalle elementari alle superiori e che, quest’anno, è organizzata da Aie (l’Associazione italiana editori) in collaborazione con il ministero dei Beni culturali, quello dell’Istruzione e con il Centro per il libro e la lettura (Cepell). “Ma ogni crisi porta con sé delle opportunità, e il lockdown, le limitazioni ai nostri spostamenti, ci hanno fatto scoprire cose che magari nella vita accelerata di prima avevamo dimenticato: molti hanno riscoperto il piacere della lettura e se lo porteranno dietro per tutta la vita”. “Abbiamo visto”, ha continuato il ministro, “come sono tristi e brutte le nostre città con i cinema e i teatri chiusi. Per questo è importante investire nella cultura e abbiamo cercato di aiutare la lettura con il sostegno alle librerie, che restano aperte come gli altri servizi essenziali”, in attesa che parta “un tavolo per dare al Paese una legge che, come quella sul cinema, aiuti tutta la filiera del libro: gli autori, gli editori, i distributori, i piccoli editori, i giovani, le librerie e le biblioteche. Come un’unica squadra che lavora per aumentare il numero di lettori e favorire la lettura”. Per questo, in un momento così difficile come quello che stiamo vivendo in questo anno horribilis segnato dal Covid, ha ancora più senso la campagna portata avanti da #ioleggoperché per fare degli studenti di oggi i lettori forti di domani, avvicinando i più giovani all’abitudine alla lettura. “Donare un libro a una scuola significa piantare un seme che germoglierà altrove” è intervenuta anche la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, citando Umberto Eco e affermando che chi non legge a settant’anni avrà vissuto una sola vita, la sua. “Le scuole sono state in difficoltà, sono state chiuse, molte lo sono ancora”, ha sottolineato il ‘padrone di casa’ Ricardo Franco Levi, presidente Aie, “ma non potevamo rinviare questo che è diventato un appuntamento fisso: abbiamo nove giorni per diffondere l’amore per la lettura”. Leggere, come dimostrano le testimonianze dei ragazzi delle scuole diffuse durante la presentazione in diretta streaming, è come fare un viaggio, solo che “stiamo facendo tutti lo stesso viaggio”, “i libri sono come gli amici, devono essere scelti con cura”. Sul sito ioleggoperche.it l’elenco delle librerie che aderiscono all’iniziativa, con la lista di quelle dove è possibile fare la donazione a distanza, e delle scuole (primarie, secondarie di primo e secondo grado e dell’infanzia) che si sono iscritte e a cui è possibile donare i libri.


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