Iran, scontri nel carcere di Karaj: morto un detenuto

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Un detenuto è morto sabato scorso in una prigione iraniana e il caso ha fatto crescere l’allarme sulle condizioni in cui sono detenuti centinata di manifestanti arrestati nelle scorse settimane.

L’episodio è avvenuto nella prigione di Karaj, a Ovest di Teheran, e sarebbe stato la conseguenza di una “rissa contenuta”, hanno riferito i media governativi: il detenuto sarebbe stato colpito a sassate da altri prigionieri. Il reparto in cui è scoppiata la rissa è quello dei reati per droga, all’interno del quale i prigionieri avrebbero anche dato fuoco a una serie di coperte racconlte nel cortile, secondo Hossein Fazeli, il pubblico ministero della provincia di Alborz.

Questo nuovo episodio di violenza all’interno dei penitenziari iraniani avviene dopo il grande incendio scoppiato il 15 ottobre all’interno del famigerato carcere di Evin, dove sono rinchiusi molti prigionieri politici, attivisti, giornalisti. Il bilancio dell’incendio a Evin è stato di otto morti, secondo i media di Stato, ma giornalisti indipendenti sostengono che sarebbero molte di più le vittime.

Iran Human Rights, una ong con sede a Oslo, ha affermato che l’incidente di sabato nella prigione centrale di Karaj, che ospita alcuni dei dove sono stati rinchiusi alcuni detenuti delle recenti proteste, è iniziato dopo che un uomo è stato portato in isolamento per essere giustiziato. I prigionieri hanno rotto le telecamere a circuito chiuso e cantato “morte al dittatore” e “morte alla Repubblica islamica”, ha riferito Ihr, citando una fonte anonima.

I detenuti si sarebbero scontrati con le guardie di sicurezza per l’imminente esecuzione di quattro persone e più di 100 sono stati feriti da percosse e colpi di arma da fuoco, secondo la ong.

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