Ita Airways, i consiglieri dimissionari pronti a scrivere a Giorgetti. Ecco la lettera: vogliamo andare via

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I sei consiglieri di Ita Airways che sette mesi or sono hanno presentato le dimissioni, in polemica con il presidente Alfredo Altavilla, chiedono al nuovo ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, di rendere finalmente effettivo il loro passo indietro dal board della compagnia aerea al centro del delicato processo di vendita da parte del socio unico, il Mef.

Una mossa che punta ad anticipare l’intenzione del governo di ridurre il cda di Ita da nove a soli cinque membri. Un punto d’onore, in sostanza: i consiglieri, che nella lettera rivendicano di esser rimasti in carica per “senso di responsabilità” e “nell’interesse della Società e del Socio (il Tesoro stesso, ndr)”, vogliono mettere agli atti che il passo indietro è una loro scelta, per altro presa già molto tempo fa, e non un allontanamento da parte dell’azionista.

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Lelio Fornabaio, Alessandra Fratini, Simonetta Giordani, Cristina Girelli, Silvio Martuccelli e Angelo Piazza hanno spedito la missiva a Giorgetti. Nel testo i consiglieri segnalano che “il 29 marzo scorso hanno presentato le loro dimissioni dall’incarico, in ragione delle gravi difficoltà e delle gravi tensioni insorte nell’ambito della governance societaria, che hanno reso arduo un sereno svolgimento dello stesso incarico”. Dimissioni che non sono mai state ritirate formalmente, ma che con il governo Draghi non erano mai state accolte dal Mef, proprio per dare continuità alla gestione di Ita.

Da allora, i rapporti tra i sei consiglieri dimissionari e il presidente Altavilla si sono completamente rotti. Al punto che i sei – insieme all’amministratore delegato Fabio Lazzerini, lui pure membro del cda di Ita – hanno revocato ad Altavilla ogni potere e delega esecutiva, nelle due drammatiche sedute del 12 e del 20 ottobre.

Cambiati gli equilibri politici, e in vista dell’assemblea che revocherà la carica ad Altavilla e varerà la nuova formazione del board (convocazioni previste l’8 e 11 novembre), i sei tornano alla carica con le loro dimissioni. Nella lettera a Giorgetti, dettagliano infatti: “Non essendo stati sostituiti, essi sono rimasti in carica, proseguendo comunque con il massimo senso di responsabilità ed impegno nello sforzo di tutelare l’interesse della Società e del Socio. Tuttavia, a questo punto, ritengono indispensabile ed urgente che il Socio stesso proceda all’accoglimento delle proprie dimissioni, e alla sostituzione, e in tal senso rivolgono una rispettosa richiesta alla S.V.”.

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