Ita, rottura con i sindacati sul contratto per i lavoratori della nuova Alitalia

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MILANO – Si fa sempre più pesante il clima intorno al tavolo tra Ita, la compagnia che dal 15 ottobre decollerà al posto dell’Alitalia, e i sindacati. I rappresentanti dei lavoratori hanno fatto sapere che si è arrivati alla rottura totale con i vertici di Ita sul contratto, durante un incontro del pomeriggio nel quale l’azienda avrebbe confermato di voler andare avanti con il regolamento aziendale. Ita sarebbe pronta ad avviare chiamate ad personam per il personale da assumere, circa 2.800 lavoratori e lavoratrici che verranno imbarcati nella nuova compagnia con la prospettiva di salire nei prossimi anni, una volta che il business si sarà assestato.

La reazione sindacale è di chiamare alla mobilitazione. Già domani, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Filt-Cgil e Ugl Trasporto Aereo hanno annunciato la mobilitazione per i lavoratori del gruppo Alitalia a Roma (piazza San Silvestro) dalle 10.30 alle 14.30: la manifestazione è stata organizzata in concomitanza con l’audizione dei vertici di Ita in Parlamento. Ma non è tutto: è confermato venerdì 24 settembre lo sciopero del settore aereo. Secondo la Fit Cisl, “sin da quando è iniziata la vertenza Alitalia-Ita abbiamo subito detto che il tema occupazionale era imprescindibile”, ha affermato Monica Mascia, Segretaria nazionale Fit-Cisl. “Il fatto che Ita sia una nuova azienda e che nasca ex novo non può costituire un alibi per non riconoscere i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori che fino ad oggi sono stati gli unici a pagare il prezzo delle strategie e delle politiche commerciali fallimentari”.

“Ci aspettiamo quindi – ha detto ancora Mascia- che, essendo le vertenze Alitalia e Ita intrecciate tra loro e rientrando le problematiche nelle competenze di quattro ministeri, sia il Governo ad assumere il coordinamento della gestione della vertenza e che nel rispetto della legislazione vigente dia in tempi brevi le corrette risposte, che devono essere il riconoscimento degli ammortizzatori sociali e delle necessarie politiche attive del lavoro finalizzate a garantire il mantenimento delle abilitazioni e delle certificazioni di volo e tecniche. Per quanto attiene alla vicenda Ita, riteniamo che sia necessario definire in tempi brevi un contratto aziendale coerente con le previsioni del contratto collettivo nazionale del Trasporto aereo. Proprio per queste ragioni stiamo proponendo all’azienda un percorso relazionale finalizzato al raggiungimento di tali obiettivi”.

Gli intrecci tra Alitalia/Ita e sindacati sono molteplici. Mentre è partito la scorsa settimana il bando dei commissari per aggiudicarsi il marchio (290 milioni di base d’offerta), a meno di un mese dal decollo il confronto riguarda da una parte le 2.800 assunzioni in Ita. Ma d’altra parte c’è anche la questione degli oltre 7mila lavoratori che hanno la cassa integrazione in scadenza e che non risultano almeno inizialmente assorbiti dal piano industriale della nuova compagnia.

Su questo secondo aspetto, in mattinata si era tenuto un primo incontro al ministero del Lavoro dal quale è uscito un nulla di fatto: “Il tavolo rimane aperto, non ci sono ancora risposte. Al momento l’estensione della Cigs rimane a un anno”, ha spiegato il segretario nazionale della Uiltrasporti, Ivan Viglietti. La prima ipotesi avanzata è infatti che la cassa integrazione venga prorogata al 23 settembre 2022, ma i sindacati puntano ad avere una copertura per i lavoratori esclusi dalla nuova Ita fino al 2025, orizzonte del piano industriale del nuovo vettore, con la garanzia di mantenere attive le licenze e le certificazione del personale ex Alitalia in modo da poter esser chiamato nel momento in cui Ita ne avrà bisogno. “E’ chiaro che a fronte del fatto che 7 mila persone rimangono in attesa di risposte e non c’è previsione di riassorbimento, se non nei quattro anni di piano, noi non possiammo accettare un anno di ammortizzatori sociali”.

Alla fine del tavolo, in una nota congiunta i sindacati hanno riassunto la posizione: “Vi sono ad oggi dei nodi cruciali irrisolti sul tavolo di ITA e indissolubilmente legati agli ammortizzatori sociali di Alitalia – osservano i sindacati – prima tra tutti l’improvvisa modifica del piano industriale rispetto a quanto previsto dal Decreto Interministeriale di costituzione della NewCo, che ha visto tagliare i rami Handling e manutenzione, oltre a prevedere appena il 50% dei lavoratori del ramo Aviation. Le Organizzazioni Sindacali ritengono che con questi presupposti non sia sufficiente prevedere 1 solo anno di CIGS ed hanno pertanto richiesto una durata dell’ammortizzatore sociale sull’intero arco di piano per motivi legati al riassorbimento del personale da parte di ITA, previsto in un periodo di 4 anni”. Inoltre “sono stati manifestati notevoli e numerosi dubbi sullo stato, le modalità e le tempistiche di cessione degli altri asset, oltre il ramo Aviation. Il Commissario Straordinario Giuseppe Leogrande, date le osservazioni poste dalle Organizzazioni Sindacali, ha reso noto che l’iter di vendita dell’Handling e della manutenzione sono ancora in corso e si prevede di addivenire ad una prossima definizione entro metà ottobre”.

Quanto al contratto di lavoro per i nuovi dipendenti Ita, già nei giorni scorsi Repubblica aveva ricostruito l’intenzione del presidente Alfredo Altavilla di andare avanti per conto suo, se entro queste ore non fosse arrivata la firma condivisa di un accordo sul nuovo contratto di lavoro, procedendo alle assunzioni sulla base di un “regolamento interno” e non del contratto nazionale di settore. Sul tavolo, da parte di Ita, c’era una proposta che taglierebbe le buste paga dei piloti dal 20 al 40% rispetto a quelle di Alitalia. Un livello inferiore anche al salario offerto dalle compagnie low cost: circa il 10 per cento in meno dei piloti Ryanair e il 20% di quelli easyJet. Diversa, invece, la proposta per gli assistenti di volo che perderebbero circa il 10% rispetto a oggi.

“Sarebbe inaccettabile, un insostenibile schiaffo al Parlamento, se domani, in corrispondenza della sua audizione presso le commissioni congiunte Lavoro e Trasporti della Camera, il presidente di Ita avviasse il reclutamento di personale della newco al 100 per cento dello Stato attraverso un regolamento aziendale unilaterale”, dichiara Stefano Fassina, deputato di Leu, presente alla mobilitazione di lavoratrici e lavoratori Alitalia.

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