Italia in gran parte arancione e tre regioni in zona rossa ecco cosa si puo fare oggi 17 gennaio

Italia in gran parte arancione e tre regioni in zona rossa: ecco cosa si può fare oggi 17 gennaio

La Republica News
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Entra oggi in vigore, fino al 5 marzo, il nuovo decreto del presidente del Consiglio per l’emergenza coronavirus. Gran parte dell’Italia è zona arancione, Lombardia, Sicilia e la provincia di Bolzano tornano in zona rossa. Campania, Molise, Basilicata, Sardegna, Toscana  e provincia di Trento restano in zona gialla. Fino al 15 febbraio non ci si potrà comunque spostare tra diverse regioni, indipendentemente dal loro colore, salvo che per motivi di lavoro, necessità o salute. Restano dubbi sulla possibilità di uscire da comune e regione per raggiungere le seconde case: il testo del nuovo decreto non lo specifica, il numero verde del ministero della Salute dice che è vietato. Si attendono perciò i chiarimenti sul sito del Governo alla sezione faq, frequently asked questions, ancora in fase di aggiornamento dopo il Dpcm del 15 gennaio, e la consueta circolare del capo di gabinetto del Viminale Bruno Frattasi ai prefetti per gli indirizzi alle forze dell’ordine.

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Cosa è vietato ovunque

Come detto, è vietato spostarsi tra regioni, anche nel caso si trattasse di muoversi tra due di zona gialla. Restano chiuse ovunque piscine, palestre e impianti sciistici e resta in vigore il coprifuoco dalle 22 alle 5. Vietati ovunque gli assembramenti.

Zona gialla, riaprono i musei

Nelle cinque regioni dove le restrizioni sono meno severe, da domani e soltanto nei giorni feriali e con ingressi contingentati riaprono mostre e musei. In Basilicata, Campania, Molise, Sardegna, Toscana e provincia di Trento ci si può spostare senza autocertificazione all’interno della regione. I ristoranti e le altre attività di ristorazione, compresi bar, pasticcerie e gelaterie, sono aperti con possibilità di consumo all’interno dalle 5 alle 18. Dalle 5 alle 22 è consentita anche la vendita da asporto e la consegna a domicilio è consentita senza limiti di orario. Sempre tra le 5 e le 22 è possibile spostarsi per far visita a parenti e amici.

 

Zona arancione, si possono raggiungere partner e congiunti

Sebbene siano vietati tutti gli spostamenti verso un comune diverso dal proprio, ad eccezione di quelli dovuti a motivi di lavoro, salute o necessità, è comunque possibile lasciare il comune o la regione per rientrare al proprio domicilio abituale, alla residenza o all’abitazione anche per ritrovarsi con il partner o il congiunto. Quanto alla visita ad amici o parenti, varia in relazione all’orario (sempre vietata tra le 22 e le 5), al luogo di partenza (se si vive in un comune con meno di 5mila abitanti ci si può muovere nel raggio di 30 chilometri) e alla destinazione del proprio spostamento (dal piccolo comune non si può andare verso il capoluogo, anche se nel raggio di 30 chilometri).

Bar e ristoranti sono aperti soltanto per l’asporto e la consegna a domicilio, per cui l’ingresso è consentito soltanto per il tempo dell’ordinazione e il ritiro (fino alle 18). L’attività sportiva è consentita all’aperto e i negozi sono aperti, ma rimangono chiusi nel fine settimana i centri commerciali.

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Zona rossa, spostamenti vietati

In Lombardia, Sicilia e provincia di Bolzano è consentito spostarsi soltanto per motivi di lavoro, salute o necessità. Tra le 5.00 e le 22.00 si può uscire una sola volta al giorno, all’interno dello stesso comune, verso una sola abitazione privata, nei limiti di due persone oltre ai minori di 14 anni e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi. Ci si può spostare verso un altro comune, sempre una sola volta al giorno, se quello in cui si vive ha meno di 5.000 abitanti e sempre, soltanto, tra le 5.00 e le 22.00. Non si può andare nel centro sportivo anche se si fa attività all’aperto. I negozi, tranne quelli che vendono merci di prima necessità, sono chiusi; i ristoranti e le altre attività di ristorazione, compresi bar, pasticcerie e gelaterie, sono aperti esclusivamente per la vendita da asporto, consentita dalle 5 alle 22, e per la consegna a domicilio, consentita senza limiti di orario.

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Le scuole

Da domani, lunedì 18 gennaio, si torna in aula nelle superiori, con presenze del 50%, nel Lazio, in Piemonte, Molise ed Emilia Romagna (in quest’ultima regione su decisione del Tribunale amministrativo regionale). Queste quattro regioni si aggiungono a Toscana, Abruzzo e Valle d’Aosta che, come da indicazioni del governo, avevano dato il via libera alla presenza al 50% l’11 gennaio scorso, e all’Alto Adige, che in pratica aveva fatto da regione apripista (con tutte le scuole) già da martedì 7 gennaio. Stessa cosa in Trentino. Si sarebbe dovuti tornare in classe anche in Lombardia e Sicilia, ma essendo state dichiarate regioni in zona rossa, le superiori continueranno con la didattica a distanza. Classificata zona rossa dal governo, come Lombardia e Sicilia, la provincia autonoma di Bolzano ha deciso di continuare con una presenza in classe minima del 50% fino ad un massimo del 75%. 

Per quanto riguarda le altre regioni, in Liguria e Umbria si riapre il 25 gennaio; stessa data, ancora però in attesa delle decisioni ufficiali dei governatori, per Campania e Puglia. La campanella degli istituti superiori di secondo grado tornerà a suonare, sempre con il massimo del 50% di presenza e senza nuove ordinanze dei presidenti di Regione, solo dal primo febbraio in Friuli Venezia Giulia, Veneto, Marche, Sardegna, Calabria e Basilicata.
 



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