Italiani stretti fra il desiderio di ripartire e la paura dei contagi

La Republica News

I cittadini italiani hanno riassaporato il piacere di poter uscire liberamente di casa ma lo hanno fatto con molta cautela. Le paure di un ritorno dei contagi continuano ad essere ben presenti. Anzi, guardando ai dati raccolti da Nielsen nelle giornate del 4-7 maggio sono addirittura aumentate, seppur di poco.Il 22% degli intervistati ha infatti affermato di aver “paura che un familiare possa venir contagiato”, con un aumento di tre punti percentuali rispetto alla rilevazione precedente. Il 16%, anche in questo caso il rialzo è stato pari a tre punti percentuali, teme la “seconda ondata”, mentre resta stabile al 12% la percentuale di coloro che sono preoccupati per la “recessione economica”.Resta inoltre molto alto (61%, +1 punto percentuale) il valore di coloro ritengono che ci sia un “alto rischio di diffusione del virus”, mentre meno di un intervistato su due (45%) ritiene che il Paese sia pronto alla riapertura.Le note più dolenti arrivano però quando si guarda all’impatto economico dell’epidemia: gli ottimisti sono scesi al 39% con un crollo di ben 8 punti percentuali, mentre sono balzati di un identico valore i pessimismi, che sono così saliti anch’essi al 39%. Ottimisti e pessimisti si equivalgono, con la differenza però che i secondi corrono mentre i primi sono in rapida ritirata. Continuano inoltre ad allungarsi le previsioni di ripresa: per la stragrande maggioranza degli italiani (62%, +6 punti percentuali) ci vorranno almeno sei mesi, mentre per un italiano su quattro (27%, +4 punti percentuali) si parla di almeno 12 mesi.

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