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Ius soli, Salvini attacca Letta: “Vuole forse fare cadere il governo?”. Delrio: “Accuse risibili, cosa si può o non si può fare lo decide il Parlamento”

La Republica News
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“Ius soli? Forse Letta vuole fare cadere il governo?”. Bastano poche parole al leader della Lega, Matteo Salvini, per chiudere una questione che secondo lui non merita di essere affrontata. Dopo aver duramente attaccato il nuovo segretario del Pd, Enrico Letta, che durante la sua relazione all’assemblea dem ieri ha annunciato di voler portare avanti la battaglia per concedere la cittadinanza ai figli degli immigrati nati in Italia, oggi il leader del Carroccio da Napoli torna a ribadire la sua posizione.

“Solo un marziano, solo uno che arriva da Parigi o da Marte, in un Paese con le scuole chiuse, gli asili chiusi, le università chiuse, le fabbriche in difficoltà e gli italiani che hanno problemi di salute fisica e mentale, si occupa di regalare cittadinanza agli immigrati”, attacca Salvini. Che poi ha aggiunto: “Se è stata una caduta di stile lo dica. Noi siamo al governo – ha concluso il leghista – per fare le cose serie e lo Ius soli non lo è. Ricordo al distratto parigino Letta che l’Italia è il Paese europeo che concede più cittadinanza. Se parla di Ius Soli vuol dire che vuole far cadere questo governo”.

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Parole che hanno fatto infuriare il Pd. “”Su ius soli Salvini fa risibili accuse a Letta e minacce al governo. Cosa si può o non si può discutere lo decide liberamente il Parlamento. Grazie alla Costituzione”, scrive su Twitter il presidente dei deputati del Pd, Graziano Delrio.

Il tema della cittadinanza, però, divide la maggioranza e anche il Movimento 5 Stelle si dimostra freddo alla questione o quantomeno prudente. “Spero che nessuno usi questo tema come una bandierina. Non bisogna illudere nuovamente chi da anni chiede e aspetta invano una nuova legge”, dice Giuseppe Brescia, presidente grillino della commissione Affari costituzionali della Camera. Per il 5 Stelle il modello che potrebbe raccogliere maggiore consenso è quello che si snoda attorno allo Ius Culturae. “Lo dico molto chiaramente- sostiene – Lo Ius soli non è la soluzione. La cittadinanza va legata a un percorso di integrazione che solo la scuola può dare. Da relatore – sottolinea –  penso ci siano le condizioni per ragionare sullo Ius Scholae, un modello concreto, pragmatico e credo anche più giusto”.



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