Ius soli, Salvini rilancia Jacobs social ma finisce per contraddirlo. Gli utenti: “Sei tu il primo a strumentalizzarlo”

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“Non voglio essere usato”. Tempo qualche ora e, neanche a farlo a posta, le parole del Marcell Jacobs arrivano dritte tra le braccia della propaganda social di Matteo Salvini che, per paradosso, finiscono per contraddire la richiesta fatta proprio dal campione olimpico. “Non voglio essere un simbolo, io corro. Non mi interessa la politica”, ha dichiarato in un’intervista rilasciata al Foglio

Una richiesta di non strumentalizzazione caduta nel vuoto, quella del vincitore della 4×100 a Tokyo. “Quale parte del suo discorso non hai capito quando diceva di non voler essere strumentalizzato per fini politici?”, scrive un utente commentando le parole di Salvini su Twitter. Il leader della Lega ha rilanciato le parole di Jacobs in risposta al dibattito sullo Ius soli tornato in auge dopo le parole Giovanni Malagò, presidente del Coni, sul conferimento della cittadinanza agli sportivi nati fuori dall’Italia. 

“La risposta di Marcell Jacobs all’assalto di quei giornalisti che lo vogliono far diventare a tutti i costi simbolo dello Ius Soli”, ha scritto Salvini rilanciando l’intervista. L’intenzione del segretario era quella di usare le parole di Jacobs per ribadire la sua contrarietà alla legge sulla cittadinanza da tempo cavallo di battaglia della sinistra. Le parole del campione sono state postate su tutte le piattaforme social del Carroccio: dai profili Twitter fino all’account Instagram del segretario, dove la Bestia del Capitano ha optato per una card – rilanciata su Facebook anche da Roberto Calderoli –  costruita su misura con la dichiarazione di Jacobs. 

“Oh grande questo che non gli interessa la politica e non vuole essere usato! Fammi subito una bella card”, è il commento ironico degli utenti che, notato il paradosso alla base delle parole Salvini, hanno fatto notare al leader leghista come in realtà sia stato proprio lui il primo ad aver contraddetto la richiesta del campione, strumentalizzando le sue parole per fini politici. 

Marcell Jacobs è finito impropriamente al centro del dibattito sullo Ius soli. Nato in Texas da padre afroamericano e madre italiana, è riuscito ad ottenere la cittadinanza grazie al principio dello Ius sanguinis, come previsto dall’attuale legge prevista in Italia: contestata dalla sinistra e da Malagò, che la vorrebbe riformare con l’obiettivo di includere nelle competizioni ufficiali anche gli atleti al momento privi di cittadinanza italiana.

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