Jacobs oro, La Torre: “Non è detto che i 100 li vinca sempre un americano”

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TOKYO – “Ho letto cosa dicono alcuni giornalisti stranieri: non sta scritto da nessuna parte che il vincitore dei 100 metri delle Olimpiadi debba essere per forza americano o anglosassone. Soltanto chi non conosce il percorso di Marcell e la maniacalità dei suoi allenamenti può avere qualche dubbio”. Antonio La Torre torna a difendere Marcell Jacobs dalle velate accuse di doping avanzate dalla stampa estera, in particolare anglosassone.

Un anno di Jacobs: la dieta, il cambio di stile e lo scudo di Mennea

Alla vigilia dell’esordio della 4×100 maschile ai Giochi Olimpici di Tokyo, con il neo campione olimpico dei 100 metri piani a trascinare i suoi compagni, il direttore tecnico della nazionale azzurra di atletica leggera ha nuovamente elogiato il ligure. “Lo definisco ‘il velocista della porta accanto’, la sua forza è questo sorriso disarmante, raggiunto con fatica, lavorando su se stesso – ha dichiarato La Torre – E’ già un eroe e se vuole diventare leggenda deve continuare a fare le cose per bene: in questo, Gimbo Tamberi gli potrà insegnare tanto, per come ha lavorato negli ultimi cinque anni, dall’infortunio del 2016 fino a Tokyo”.

Sponsor, meeting e social, la nuova vita di Jacobs padrone dei 100 metri

La Torre si è poi soffermato sui possibili effetti delle vittorie azzurre a Tokyo. “Dobbiamo far sì che questi campioni ispirino le future generazioni – ha sottolineato il direttore tecnico – Se è vero che le punte stanno facendo il loro lavoro in maniera eccellente, in riunione abbiamo detto ai ragazzi che tutti sono importanti come Gimbo e Marcell. Abbiamo portato Sibilio in una finale storica, la 21enne Battocletti ha il carattere di un’atleta consumata, Randazzo è riuscito nell’intento di entrare negli otto. Ci aspettano le finali di Dallavalle e Ihemeje nel triplo, di Weir nel peso. Ma oltre i record europei dei 100 abbiamo già tre primati italiani con Bogliolo nei 100hs, Osakue nel disco e la staffetta mista. E a proposito di staffette, la 4×100 maschile ha ambizioni importanti: se andremo in finale dovremo osare e provare a divertirci. La ciliegina sarebbe la finale e il record italiano della 4×400 maschile”.

I segreti di Jacobs: alle radici dell’oro

“Più in generale – ha concluso La Torre – mi piace l’atteggiamento: la stiamo smettendo con la cultura degli alibi, non diciamo più ‘piove governo ladrò quando sbagliamo una gara. Finalmente i nostri atleti vanno a gareggiare con costanza all’estero e si perdono meno. C’è stata una costruzione nel tempo e adesso stiamo raccogliendo i frutti. Devo dare atto al presidente Mei che non mette nessuna pressione addosso agli atleti e non c’è nessuna interferenza nelle scelte tecniche”.

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