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James Bond, ‘No time to die’ slitta per ‘aggiornare’ le scene con i prodotti degli sponsor

La Republica News
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Non c’è tempo di morire, ma quello per rifare le scene di product placement bisogna trovarlo. Tra i motivi per cui No time to die, il nuovo capitolo della saga di James Bond e l’ultimo interpretato dall’ottimo Daniel Craig è slittato nuovamente, all’8 ottobre 2021, ci sarebbe anche la necessità di “aggiornare” oggetti che nel frattempo sono stati superati per moda o innovazione tecnologica.

Il film era previsto in uscita ad aprile 2020, ma è stato posticipato a novembre dello scorso anno dopo che la pandemia ha costretto i cinema di tutto il mondo a chiudere. Poi è slittato ancora all’aprile 2021, fino alla nuova data di ottobre 2021. Se non ci saranno altri problemi, il film uscirà con un anno e mezzo di ritardo. E così molti gadget mostrati da 007 e dai suoi colleghi nel frattempo sono diventati fuori moda. Da sempre la saga di Bond è sinonimo di marchi e gli sponsor hanno sempre puntato ad offrire i prodotti più avveniristici, l’ultimo design, il capo più iconico, in quella formidabile vetrina su grande schermo che è la saga tratta dai romanzi di Ian Fleming. E così ora gli sponsor – primo tra tutti un gigante dei telefonini – stanno spingendo per rigirare le scene sostituendo gli oggetti “obsoleti” o facendo tagli attentissimi al montaggio, ha rivelato il tabloid britannico The Sun. Su YouTube circola un backstage con Lashana Lynch (l’attrice giamaicana che nel film dovrebbe essere la nuova 007) che nella versione del marzo 2020 mostrava un telefonino, mentre in quella di settembre ne aveva già un altro, una sorta di ritocco del passato che ricorda una scena di Tenet, con tutti quegli aggiustamenti temporali e le realtà parallele.

No Time To Die, diretto da Cary Fukunaga, racconta di un Bond che si è ritirato dal servizio e vive un’esistenza tranquilla in Giamaica, lontano dalle avventure e i pericoli che hanno contornato la sua carriera da spia. Questa sua serenità dura davvero poco, perché arriva il vecchio amico Felix Leither (Jeffrey Wright), agente della Cia. a chiedergli aiuto per liberare uno scienziato rapito, ma l’impresa si rivela delicata perché le tracce portano a un supercattivo dotato di una tecnologia che può distruggere la Terra. Nel cast ci sono anche Naomi Harris, Léa Seydoux, Rami Malek, Ana De Armas e ognuno di loro ha un guardaroba e una serie di accessori precisi: “aggiornare” tutto è impossibile e non è un caso che finora l’unico telefonino che resiste nel film è vecchio un modello del 2000.  

È probabile che il pubblico preferirebbe vedere il film com’era, fermo al tempo in cui è stato girato, questa gigantesca messa in pausa l’abbiamo vissuta tutti noi. D’altra parte le aziende, più in crisi che mai, hanno bisogno di vendere. La situazione fotografa un problema che si è sempre fatto più evidente negli ultimi anni rispetto a 007. Perché se è vero che Bond è sinonimo di brand, come di sesso e di inseguimenti d’auto, da parecchio tempo il product placement si è fatto fin troppo aggressivo: basti pensare alla scena di Casino Royale in cui Eva Green chiede a Daniel Craig se il suo orologio è di una marca, quello risponde il modello e lei “Bello”, per non dire della scena ridicola in cui Pierce Brosnan guida un carro armato contro un tir di una famosa acqua minerale in 007-Goldeneye. Qualche volta i cambi di marchio si sono fatti notare fin troppo, dal brand dei cellulari alla marca di birra al posto dei vodka martini in Skyfall di Sam Mendes, causando malcontento tra i fan, agguerriti e preparatissimi.

Ma quanto è corposo l’investimento degli sponsor e quanto è fondamentale, visto che il mercato dell’home video è in declino e la produttrice Barbara Broccoli ha rifiutato una corposa offerta per uscire in piattaforma mantenendo la fedeltà alla sala? Pare che la famosa sorsata di birra di Bond sia costata qualcosa come 45 milioni di dollari.Spectre ad esempio è costato oltre 300 milioni di dollari, coprire i costi con il product placement diventa fondamentale. Daniel Craig, durante la promozione di Skyfall, lo disse chiaramente: senza gli sponsor il film non si sarebbe fatto. Skyfall ha incassato 1,1 miliardi di dollari al botteghino mondiale, contro un budget inferiore ai 200 milioni di dollari, ma avrebbe incassato tanto senza l’aiuto dei suoi partner pubblicitari?

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Cambiando prospettiva: quanto vale agganciare il proprio prodotto al business di Bond? Tanto. Significa usarlo in tutte le campagne in tutti i paesi (anche se allo stesso tempo gli stessi marchi promuovono il film attraverso le loro pubblicità), in più i film della saga sono visti per decenni, non si esauriscono nei mesi dell’uscita, si tratta di una visibilità a lungo termine. E Bond da questo punto di vista ha un potere maggiore rispetto a qualsiasi altra saga da record d’incassi, che sia Star Wars o Avengers. “Fleming descrive in dettaglio tutte le cose che Bond usa”, ha sempre spiegato Barbara Broccoli, “che si tratti di un bicchiere di vino, di un pasto che sta mangiando, di un’auto che sta guidando, o quale abito indossa. È così che Bond è diventato sinonimo di prodotti di qualità. Questa idea è iniziata davvero con i libri. Se pensi di non essere vivo domani, tanto vale avere il meglio di tutto”.



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